Un piccolo adesivo, un tricolore ben visibile sulla vetrina e un messaggio preciso: sostenere il commercio italiano significa sostenere anche le comunità e i territori. È stata presentata oggi a Pescara la campagna “Negozio Italiano”, promossa da Futuro Nazionale, con la consegna dei primi adesivi ad alcune attività commerciali storiche della città.
A illustrare l’iniziativa è stata l’avvocato Valeria Toppetti, capogruppo comunale di Futuro Nazionale a Pescara e referente del Comitato Costituente 1875. Presenti, tra gli altri, diversi componenti del Comitato FN Pescara 1875, tra cui l’avvocato Paola Di Cioccio e l’architetto Pinella Montefalcone, oltre ad Antonella Trabucco, referente del Comitato Catignano 621, e Carola Profeta, referente del Comitato Pescara 492.

L’adesivo porta con sé un simbolo immediatamente riconoscibile: il tricolore. L'obiettivo dichiarato è valorizzare il commercio italiano, le filiere produttive e agroalimentari dei territori e quelle attività che rappresentano, secondo i promotori, un patrimonio fatto di tradizione, creatività, competenza e cura del dettaglio. «È una campagna stabile che ha l’obiettivo di valorizzare il commercio italiano nelle nostre città e le filiere dei nostri territori che purtroppo oggi vivono momenti di difficoltà», ha spiegato Toppetti, sottolineando come anche Pescara debba fare i conti con il fenomeno delle serrande abbassate e con le difficoltà incontrate quotidianamente da commercianti e produttori.
L'adesivo, nelle intenzioni dei promotori, vuole quindi rendere visibile una scelta e assumere un valore che va oltre la semplice attività commerciale. «Quante saracinesche sono abbassate anche nella nostra Pescara, quanti ostacoli incontrano i nostri produttori e allora ecco l’idea di rendere pubblico l’impegno e assumere una responsabilità, quella di esporre un adesivo che è segno della volontà di preservare luoghi che sono testimonianze viventi di ciò che siamo, presidi sociali, un patrimonio preziosissimo».
Toppetti ha voluto inoltre respingere eventuali letture dell'iniziativa in chiave contrappositiva. «Non è una guerra contro alcuno, come alcune strumentalizzazioni vorrebbero, ma piuttosto significa accendere i riflettori sull’eccezionalità dei nostri commercianti e dei nostri produttori della filiera agroalimentare che tutto il mondo cerca di imitarci». L'esposizione dell'adesivo vuole essere anche un invito rivolto direttamente ai cittadini, chiamati a sostenere i negozi di prossimità e il commercio di vicinato. «L’esposizione dell’adesivo è un invito ai cittadini a tutelare i negozi di prossimità o di vicinato, acquistando nei negozi italiani a tutela della nostra stessa economia anche per sottolineare il legame tra comunità e territorio e contrastare l’omologazione in una competizione sempre più dura, spesso globale e non sempre equilibrata».

Quella di Pescara è la prima tappa abruzzese della campagna promossa da Futuro Nazionale sul territorio nazionale, iniziativa fortemente voluta, secondo quanto riferito da Toppetti, dal leader Roberto Vannacci e portata avanti dall’imprenditrice Caterina Galli di Parma. «Approda anche per la prima volta in Abruzzo partendo qui da Pescara la campagna promossa da Futuro Nazionale su tutto il Paese, fortemente voluta dal leader, il Generale Vannacci, e che viene portata avanti in modo virtuoso dall’imprenditrice Caterina Galli di Parma», ha spiegato Toppetti. «Una campagna denominata semplicemente “Negozio Italiano”, che supporta il commercio italiano e la filiera agroalimentare italiana e che nasce da chi ogni giorno vive la realtà delle nostre città e le sue sfide quotidiane».

Il problema, secondo Futuro Nazionale, non riguarda soltanto l'aspetto economico. La chiusura di un negozio comporterebbe infatti anche la perdita di un presidio sociale. «Da anni sono sempre di più le serrande che si abbassano e le vetrine che si spengono nei nostri quartieri, determinando non solo un’assenza strutturale, ma soprattutto un vuoto sociale, perché tante volte abbiamo visto come attraverso i nostri negozi si tramanda il nostro sapere, la nostra cultura nel passaggio da una generazione all’altra, la nostra stessa identità italiana che nel mondo ha reso famoso il nostro saper fare imitato da tutti». Da qui la convinzione che dietro una vetrina illuminata ci sia molto più di un'attività commerciale.«Un negozio aperto significa famiglie che entrano ed escono, storie che si incontrano e cultura che si tramanda».

Per Toppetti, sostenere il commercio di prossimità significa dunque anche contribuire alla vitalità e alla sicurezza delle strade.«Acquistare in un negozio italiano significa mantenere un presidio sociale aperto nelle nostre strade e ci permette di contribuire alla sicurezza di quella via».
Il primo plauso all'iniziativa, sottolinea Toppetti, sarebbe arrivato proprio dai commercianti. «Ieri abbiamo consegnato i primi 4 adesivi all’attività “Pianeta Mare” di Valerio Ciroli, che ha 4 negozi a Pescara ed è impegnato in prima linea nel comparto pesca, e oggi consegniamo altri 3 adesivi ad altrettante attività, e sono solo le prime di un lungo elenco». I tre esercizi che oggi, nella sala consiliare, hanno ricevuto l'adesivo “Negozio Italiano” sono realtà con una lunga storia alle spalle. - C'è Gianni Manzoli, titolare de “L’Angolo della Frutta” in via Firenze, attività aperta nel 1945 dai nonni. C'è Amedeo Fava, titolare della “Pelletteria Fava” in via Gabriele D’Annunzio, negozio nato a Pescara nel 1958, ma con radici ancora più lontane: la storia dell'attività affonda infatti le origini nel 1920 a Napoli, come fabbrica di guanti. E c'è Anna Stella Albano, titolare del negozio di intimo “New Look”, aperto dal 1983 in via Regina Margherita 54. In mattinata, al termine della conferenza stampa, l'adesivo è stato consegnato anche al negozio di artigianato e design Gagliardi, in corso Vittorio Emanuele.

«Se vogliamo città più vive, dobbiamo sostenere chi tiene aperto» L'iniziativa, nelle parole della capogruppo di Futuro Nazionale, punta quindi a trasformare un gesto quotidiano – scegliere dove acquistare – in una forma di sostegno concreto alle attività locali. «Siamo convinti, come Futuro Nazionale, che riusciremo a dare valore a ciò che ha costruito le nostre storie, le nostre famiglie, difendendo la nostra storia, la nostra qualità e la competenza, tutelando non solo il prodotto italiano, ma anche il commerciante italiano, perché ci interessa anche la persona». E proprio alla scelta dei cittadini è rivolto l'appello finale di Toppetti. «Vogliamo rivolgere un appello semplice a tutti gli italiani. Se vogliamo città più vive, quartieri più sicuri e comunità più forti, dobbiamo tornare a sostenere chi tiene aperta ogni giorno la propria attività sul territorio. Quando possibile, scegliamo un negozio italiano. Quando possibile, scegliamo un prodotto italiano. Quando possibile, scegliamo il commercio di prossimità». «Perché la sicurezza si costruisce anche mantenendo vive le nostre strade, i nostri quartieri e le nostre comunità. Comprare italiano non significa soltanto sostenere l’economia. Significa contribuire a mantenere viva l’Italia».
