Giovedì 29 Febbraio 2024

Economia

Dati preoccupanti su andamento demografico, occupazione e produttività in Abruzzo. La Uil regionale: “Bisogna invertire al più presto questa tendenza”

30/04/2023 - Redazione AbruzzoinVideo
Dati preoccupanti su andamento demografico, occupazione e produttività in Abruzzo. La Uil regionale: “Bisogna invertire al più presto questa tendenza”

Con progetti per le aree interne, investimenti su infrastrutture e sostegno al mondo del lavoro

Il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo interviene sullo studio realizzato dall’economista Aldo Ronci, sulla base dei dati Istat e Svimez, sull’andamento demografico, sull’occupazione e sull’apparato produttivo dell’Abruzzo. Lo studio evidenzia innanzitutto che negli ultimi 20 anni l’andamento demografico della regione ha subito una decrescita - del 4,23% dal 2013 al 2021 - , il doppio rispetto al trend nazionale.

“L’Abruzzo continua a perdere popolazione, soprattutto nelle aree interne – commenta il segretario regionale Uil Michele Lombardo -. Da questo dato preoccupante nasce la necessità di poter costruire degli interventi di natura straordinaria nelle aree interne che possano consentire un nuovo percorso di crescita economica e sociale, tale da poter invertire questa tendenza negativa. È del tutto evidente che le nostre aree interne sono quelle che stanno soffrendo maggiormente la crisi, prima quella pandemica poi quella legata alla guerra. È un tema antico quello di far recuperare ai territori interni il gap che c’è con il resto della regione sui temi del lavoro e del sociale”.

Non meno allarmante è il dato che si evince dalla dinamica delle imprese, export e produttività. “Nello studio si prendono a riferimento i maggiori settori produttivi della nostra regione, dall’agricoltura all’industria alle costruzioni e ai servizi – spiega Lombardo-. Il trend negativo degli ultimi 20 anni per questi settori ci preoccupa. La perdita del valore aggiunto che il nostro apparato produttivo ha avuto rispetto al resto del Paese, deve farci riflettere su come noi possiamo dare un segnale positivo al nostro sistema produttivo”. E poi c’è il dato dell’occupazione che decresce (-1,23 % tra il 2013 e il 2021) in controtendenza rispetto all’andamento nazionale.

“Anche sull’occupazione non abbiamo la crescita che dovremmo avere – commenta il segretario regionale Uil – dobbiamo lavorare per invertire questa tendenza”. “Chiediamo – aggiunge - che le risorse della nuova programmazione 2021/27, che ammontano a 1 miliardo e 80 milioni di euro di fondi strutturali europei, peraltro triplicati rispetto alla precedente programmazione, vadano a finanziare progetti che siano in grado di riequilibrare il nostro territorio regionale tra le aree interne e il resto della regione. Tra i più necessari ci sono gli interventi sulle infrastrutture, come la messa in sicurezza della A24 e A25, l’allargamento e messa in sicurezza della A14 e l’avvio dell’alta velocità e capacità della linea ferroviaria Pescara Roma”. ”È necessario – dice Michele Lombardo - che il sostegno al nostro mondo produttivo complessivamente preso sia dato con grande attenzione, spendendo le risorse su progetti che possono creare sviluppo dell’apparato produttivo e dell’occupazione. E che le risorse della programmazione dei fondi strutturali, insieme a quelle del Pnrr e di Sviluppo e coesione che sono state attribuite all’Abruzzo, vengano spese per aumentare lo sviluppo economico, sociale e occupazionale dell’intera regione”. “Perché – conclude - o siamo in grado di dare alle giovani generazioni un mondo del lavoro regionale che possa raccogliere le aspirazioni delle giovani e dei giovani abruzzesi, o l’andamento demografico continuerà ad essere un elemento negativo per la nostra regione. Dobbiamo essere in grado, tutti, a partire dalle istituzioni e dal mondo delle parti sociali, di stimolare la nostra regione a creare condizioni economiche, sociali e occupazionali che possano consentire alle giovani generazioni di rimanere in Abruzzo, dove poter svolgere la propria vita, sotto l’aspetto lavorativo ma anche sociale”.

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