Due tonnellate di vongole sequestrate e poi restituite al mare perché ancora vive. È uno degli interventi più rilevanti dell’operazione “B.M.S. – Below Minimum Size”, condotta dal Centro di Controllo Area Pesca della Guardia Costiera tra il 16 e il 20 settembre e che ha interessato anche diversi centri della costa abruzzese.
A portare a termine il maxi sequestro è stato il personale del Locamare Roseto degli Abruzzi, impegnato nei controlli lungo la filiera della pesca. Le vongole sono state trovate all’interno di un automezzo frigorifero abusivamente utilizzato come punto di stoccaggio. Gli accertamenti hanno evidenziato irregolarità relative soprattutto alla tracciabilità e all’etichettatura del prodotto. Considerato che i molluschi erano ancora allo stato vitale, il quantitativo sequestrato è stato tempestivamente restituito al mare, evitando che il prodotto potesse essere immesso nella filiera commerciale.
L'intervento di Roseto degli Abruzzi si inserisce in una più ampia attività di controllo che ha coinvolto gli Uffici Marittimi dipendenti del Centro di Controllo Area Pesca, con verifiche estese ai principali passaggi della filiera: dalle unità da pesca alle operazioni di sbarco, dal trasporto alla vendita, fino alla ristorazione. Nel complesso sono state effettuate circa 80 ispezioni, che hanno portato all'accertamento di diverse violazioni e all'elevazione di sanzioni amministrative per circa 45mila euro. Complessivamente sono stati inoltre sequestrati circa 2.200 chili di prodotti ittici e sette attrezzi da pesca. I controlli hanno riguardato non soltanto le imbarcazioni professionali, ma anche la pesca sportiva e ricreativa, le banchine e i pontili, i mezzi adibiti al trasporto del pescato e le attività commerciali. Particolare attenzione è stata rivolta a pescherie, grande distribuzione, venditori ambulanti, operatori all’ingrosso, centri di spedizione dei molluschi bivalvi ed esercizi di ristorazione, compresi i locali etnici.
L'operazione, coordinata dal Centro di Controllo Area Pesca nell'ambito delle direttive del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, è stata condotta in attuazione del Piano di Controllo Nazionale e ha avuto come obiettivo il contrasto delle irregolarità lungo l'intera filiera e la tutela del consumatore. Nel caso delle vongole individuate a Roseto, in particolare, le violazioni sulla tracciabilità e sull'etichettatura hanno riguardato elementi essenziali per ricostruire la provenienza del prodotto e garantire al consumatore informazioni corrette. L'attività di controllo ha quindi evidenziato come le verifiche non si fermino al mare o alle fasi di sbarco, ma proseguano anche nei passaggi meno visibili della filiera, fino alla commercializzazione e alla tavola.
La Guardia Costiera ha annunciato che i controlli proseguiranno lungo tutte le fasi della filiera della pesca, con l'obiettivo di contrastare le condotte illecite e garantire il rispetto delle norme in materia di sicurezza alimentare, tutela dell'ambiente marino, tracciabilità e concorrenza nel settore ittico.
