Giovedì 15 Ottobre 2026

Sanità

Dalle aule al territorio: 83 infermieri laureati alla d'Annunzio di Chieti, Cicolini (OPI) “Serve evolvere la formazione”

25/04/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Dalle aule al territorio: 83 infermieri laureati alla d'Annunzio di Chieti, Cicolini (OPI) “Serve evolvere la formazione”

Il messaggio del presidente del Corso di laurea e dell'OPI: “Serve una nuova formazione per affrontare emergenze, cure domiciliari e assistenza di comunità”.

Ottantatré nuovi infermieri pronti a entrare nel cuore pulsante della sanità. Si è conclusa all’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara la sessione di laurea in Infermieristica che, nell’arco di tre giorni, ha consegnato al sistema sanitario un nuovo contingente di professionisti chiamati a misurarsi con sfide sempre più complesse.

Non solo corsie ospedaliere, ma anche territorio, emergenza e assistenza domiciliare: il ruolo dell’infermiere evolve e si amplia, seguendo un sistema sanitario in piena trasformazione. I neo laureati hanno completato un percorso che intreccia formazione teorica e pratica clinica, ma il loro ingresso nel mondo del lavoro avviene in una fase cruciale, in cui l’organizzazione delle cure sta cambiando profondamente.

A tracciare la rotta è Giancarlo Cicolini, presidente del corso di laurea e dell’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Chieti. «L’infermiere resta una figura di fondamentale importanza per il nostro Servizio sanitario nazionale – sottolinea – ma oggi le nuove esigenze sanitarie richiedono un’evoluzione della formazione, con competenze cliniche sempre più avanzate». Un cambio di paradigma che passa anche dall’università. Accanto alla tradizionale laurea triennale e alla magistrale a indirizzo manageriale, didattico e di ricerca, si apre ora una nuova prospettiva.

«Un recente decreto ministeriale – spiega Cicolini – consentirà agli atenei di attivare lauree magistrali a indirizzo clinico». L’obiettivo è chiaro: formare infermieri specialisti capaci di operare in ambiti strategici come pediatria, emergenza-urgenza e cure primarie. In primo piano anche la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità (Ifoc), destinata a diventare un pilastro per rafforzare l’assistenza domiciliare e la presa in carico dei pazienti sul territorio. Ottantatré nuovi professionisti, dunque, pronti a varcare la soglia di una sanità che cambia volto. E che, sempre più, chiede competenze, autonomia e capacità di stare accanto alle persone, non solo nei momenti più critici, ma lungo tutto il percorso di cura.

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