Scatta il piano di contenimento a Pescara dopo la segnalazione ufficiale della Asl al sindaco Carlo Masci di un primo caso umano autoctono di West Nile Virus, riscontrato su un cittadino residente. L'accertamento, pur riguardando un episodio isolato, rappresenta un indicatore epidemiologico chiaro della circolazione del virus tra la popolazione di zanzare nell'area urbana.
Dalla Asl ricordano che il virus viene trasmesso esclusivamente attraverso la puntura delle zanzare comuni (Culex pipiens) infettate da uccelli selvatici e non vi è alcuna trasmissione diretta da uomo a uomo. Ciononostante, la presenza del caso ha fatto scattare la risposta immediata del Comune in sinergia con le società partecipate Ambiente spa e Pescara Multiservice.
Parchi, scuole e quartiere blindati L'Amministrazione – coordinata dall'assessore Claudio Croce e dal presidente di Ambiente spa Ricardo Chiavaroli – ha disposto un potenziamento capillare della lotta larvicida su caditoie, tombini e fossati. Massima priorità alle aree verdi pubbliche, ai luoghi di aggregazione e ai perimetri delle strutture sanitarie e socio-assistenziali (ospedale e RSA).
Oltre ai trattamenti adulticidi straordinari già previsti attorno all'abitazione della persona colpita e nelle aree per eventi serali, il sindaco e gli assessori competenti hanno programmato un blitz immediato di disinfestazione anche nei plessi scolastici e nei parchi più vicini alla zona del contagio.
L’appello ai privati: "Zero ristagni" Accanto agli interventi pubblici, le autorità sottolineano come sia decisiva la collaborazione dei cittadini. Oltre alle classiche misure di autoprotezione (repellenti cutanei, zanzariere e abiti coprenti nelle ore serali), la cittadinanza è invitata a bonificare giardini, cortili, balconi e orti urbani, eliminando sistematicamente ogni ristagno d'acqua da sottovasi, secchi, recipienti e copertoni.
