Referti, esami, terapie, ricoveri, prescrizioni: tutta la storia clinica di un paziente racchiusa in un unico spazio digitale accessibile in pochi secondi dai medici del Servizio Sanitario Nazionale.
È il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, uno strumento destinato a rivoluzionare il rapporto tra cittadini e sanità, ma che per essere davvero efficace necessita di un passaggio fondamentale: il consenso alla consultazione. Un’autorizzazione semplice ma decisiva, soprattutto nei casi di emergenza, quando conoscere immediatamente allergie, patologie pregresse, interventi o farmaci assunti può diventare determinante. A sottolinearne l’importanza è la dottoressa Daniela Albanese, direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Ospedale Renzetti.
“Il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta uno strumento di enorme valore clinico – spiega – perché permette ai professionisti sanitari che prendono in carico il paziente di avere rapidamente un quadro completo della sua situazione sanitaria. In emergenza il tempo è fondamentale e poter accedere subito alle informazioni corrette può incidere sulla rapidità e sull’efficacia delle cure”. Il FSE è già attivo per legge ed è alimentato automaticamente con la documentazione sanitaria relativa agli eventi clinici presenti e passati di ciascun assistito. Per consentire però ai medici di consultarlo è necessario esprimere il consenso all’accesso attraverso il portale Abruzzo Sanità o tramite la Web App Abruzzo Sanità Online, utilizzando SPID, Carta d’Identità Elettronica o Tessera Sanitaria-CNS. Ogni accesso viene tracciato e reso visibile all’assistito, garantendo così sicurezza e trasparenza.
Il Fascicolo raccoglie in formato digitale referti di visite, ricoveri, prescrizioni mediche e farmaceutiche e accompagna il percorso clinico del cittadino nel tempo, diventando uno strumento essenziale anche per evitare duplicazioni di esami e velocizzare diagnosi e interventi. Un sistema potenziato grazie ai fondi del PNRR e destinato a diventare sempre più centrale nella sanità del futuro. Ma il primo passo, ricordano i medici, resta nelle mani dei cittadini: dare il consenso alla consultazione.
