No all’istituzione del Parco della Costa Teatina. A ribadire la propria contrarietà è Maurizio Bucci, commissario provinciale della Lega Chieti e sindaco di Gamberale, intervenuto oggi a Lanciano nel corso di una conferenza stampa.
Secondo Bucci, il nuovo Parco rischierebbe di rappresentare un freno allo sviluppo della Costa dei Trabocchi, con possibili ricadute negative sull’agricoltura, sull’artigianato e sulle prospettive turistiche del territorio. «Un progetto superato e anacronistico – sostiene – soprattutto in un'area fortemente antropizzata e che guarda al futuro attraverso nuovi investimenti».
Bucci richiama anche la presenza di numerose aree già sottoposte a tutela lungo la costa, tra riserve naturali e Siti di Interesse Comunitario, che a suo giudizio potrebbero essere valorizzati e collegati meglio senza ricorrere all’istituzione di un nuovo Parco.
Tra le questioni sollevate anche le possibili conseguenze sulle attività produttive e sugli investimenti futuri, compreso il progetto di Renexia a Ortona. «Che futuro avrebbero le cantine sociali? E che ne sarebbe della Via Verde se venisse meno la possibilità di realizzare nuove strutture ricettive a supporto del turismo?», chiede.
Forte anche il richiamo alla sua esperienza nel Parco Nazionale della Maiella, dove Bucci afferma di aver maturato una conoscenza diretta del funzionamento di queste realtà. «In Abruzzo il 30% del territorio è già sottoposto a tutela – sottolinea – e istituire oggi un nuovo Parco lungo la costa sarebbe una scelta non più rispondente alle esigenze del territorio».
Bucci lancia quindi un appello ai sindaci della Costa dei Trabocchi, alla Provincia e alla Regione affinché si mobilitino per fermare il progetto. «I territori devono essere governati dai sindaci e dalle istituzioni democraticamente elette», afferma, criticando anche l'ipotesi di una diffida del WWF ai Comuni per chiedere la sospensione degli atti urbanistici in attesa dell’eventuale istituzione del Parco.
La proposta, secondo il commissario provinciale della Lega, non sarebbe dunque quella di rinunciare alla tutela ambientale, ma di perseguirla attraverso strumenti diversi e politiche adeguate alle caratteristiche del territorio. «La Costa dei Trabocchi va rispettata e tutelata – conclude Bucci – ma attraverso politiche ambientali definite dagli amministratori e capaci di coniugare protezione e sviluppo».
