Invece di tutelare le casse pubbliche dell'ente che amministrava, ne avrebbe alterato per quasi sei anni i meccanismi contabili per intascare sistematicamente somme di denaro enormi. Con l'accusa di peculato, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Teramo ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del Responsabile dell'Area Finanziaria e funzionario contabile dell'Unione dei Comuni "Monti della Laga". Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, a seguito dell'interrogatorio preventivo, è stato accompagnato da un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, di beni per un valore complessivo di circa 800.000 euro, quantificati come l'ingiusto profitto accumulato dal 2020 al 2026.
L'indagine, denominata "Operazione Cassa Continua", è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica Ettore Picardi e dal Sostituto Stefano Giovagnoni, ed è stata condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Teramo. A far scattare gli accertamenti è stato un esposto scritto presentato dal Segretario Generale dell'Unione dei Comuni, che aveva riscontrato marcate anomalie contabili capaci di paralizzare la gestione dell'ente, causando la mancata approvazione di documenti contabili fondamentali e l'omissione di adempimenti istituzionali. Gli investigatori delle Fiamme Gialle, affiancati da un consulente tecnico nominato dalla Procura, hanno passato ai raggi X dispositivi elettronici, software gestionali e una fitta mole di documenti. L'analisi incrociata tra cedolini paga, mandati di pagamento e accrediti sui conti correnti del funzionario ha permesso di svelare il modus operandi. L'indagato, sfruttando il possesso esclusivo delle credenziali d'accesso ai sistemi informatici dell'ente con operatività aperta e la qualifica di unico dipendente abilitato all'invio dei mandati alla Tesoreria, alterava a proprio favore le competenze stipendiali e si riconosceva rimborsi o indennità inesistenti. Successivamente, manometteva gli importi sui mandati di pagamento aggiungendo cifre alle somme spettanti, trasformando liquidazioni di poche decine di euro in bonifici da migliaia di euro direttamente sui propri conti correnti. L'illecito ha avuto ripercussioni anche sul piano previdenziale e assistenziale, incrementando indebitamente la base contributiva e le quote del Trattamento di Fine Servizio (TFS). Per queste anomalie è già stata inviata una segnalazione all'INPS per la rettifica della posizione del dipendente.
Le sistematiche sottrazioni di denaro hanno generato pesanti disfunzioni amministrative: l'Unione dei Comuni non ha potuto approvare i rendiconti di gestione per le annualità 2023 e 2024, né il Bilancio di previsione 2026/2028. Gli accertamenti della Guardia di Finanza proseguono per verificare la veridicità dei bilanci dei periodi precedenti e accertare eventuali ulteriori responsabilità penali e contabili a carico di organi o soggetti preposti al controllo. Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e l'eventuale responsabilità dell'indagato sarà accertata solo con sentenza penale irrevocabile, valendo la presunzione di innocenza.
