Raccontare la salute mentale senza paura, senza etichette e senza pietismo. È questa la strada scelta dall’Associazione Altri Orizzonti, che venerdì scorso, 9 gennaio 2026, alla Sala Mazzini di Lanciano, ha aperto il nuovo anno di attività con la proiezione del film “Si può fare”, diretto da Giulio Manfredonia e interpretato da Claudio Bisio. Un’iniziativa che non è stata una semplice visione cinematografica, ma un momento di condivisione e consapevolezza, inserito nel cartellone di “Natale a Lanciano” promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Paolini. E il primo cittadino non ha voluto mancare insieme al vicesindaco e assessore alla Cultura Danilo Ranieri e all'assessore alle Politiche Sociali Cinzia Amoroso.
Un’occasione per fermarsi, riflettere e perché no, anche sorridere, affrontando uno dei temi più delicati e ancora oggi difficili da raccontare: quello dei disturbi della mente. Da 23 anni Altri Orizzonti opera sul territorio occupandosi di salute mentale e disabilità, sostenendo utenti e famiglie e cercando ogni giorno di abbattere muri culturali e pregiudizi duri a morire. Un impegno che prosegue anche mentre sono in corso i lavori di ristrutturazione della sede di contrada Follani, destinata a tornare presto più accogliente e funzionale per chi la vive quotidianamente.
La scelta del film non è stata casuale. “Si può fare” racconta la storia di Nello, un sindacalista che, quasi per caso, si ritrova a dirigere una cooperativa composta da persone con disturbi mentali, liberate dopo la legge Basaglia. Un gruppo eterogeneo, fragile e imprevedibile, che Nello decide di non guardare come un problema, ma come una risorsa, scommettendo sulle loro capacità e sul lavoro come strumento di dignità e riscatto. Una storia intensa, ironica, a tratti commovente, che mostra quanto l’empatia, la determinazione e il coraggio possano cambiare le vite, anche quando tutto sembra andare contro. Un messaggio potente, nonostante siano passati quasi vent’anni dall’uscita del film: il tempo è passato, ma la strada dell’inclusione è ancora lunga. A spiegare il senso profondo dell’iniziativa è la presidente di Altri Orizzonti, Dina Nasuti, che ha voluto fortemente questo appuntamento: «È un film che fa riflettere e commuove – ha spiegato – perché dimostra che umanità, sensibilità e determinazione possono superare ostacoli che sembrano invalicabili. Parlare di salute mentale non è facile, così come non è semplice relazionarsi con chi vive queste fragilità. Ma l’unica strada possibile è l’inclusione: stare insieme, lavorare insieme, rendere le persone partecipi di un progetto, riconoscendo non solo il disagio ma anche le potenzialità».
Un’ora e mezza di cinema, dunque, per regalare fiducia e speranza, in un periodo storico complesso, iniziando l’anno con un messaggio positivo e necessario: si può fare davvero, se si sceglie di guardare l’altro senza paura e pregiudizi. L’ingresso è stato gratuito, ma il valore dell’iniziativa è andato ben oltre il biglietto: un invito collettivo a cambiare sguardo, partendo proprio da Lanciano.
