In un momento in cui la cronaca porta spesso sotto i riflettori l’operato dei Servizi Sociali, è fondamentale ribadire una verità sostanziale: dietro questo lavoro ci sono persone, competenze straordinarie e un impegno quotidiano silenzioso al fianco delle famiglie fragili. Investire nella formazione significa investire sul futuro dei bambini, garantendo loro il diritto di crescere in ambienti sicuri, accoglienti e capaci di restituire fiducia».
Con queste parole incisive l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano, Cinzia Amoroso, traccia il bilancio del ciclo di formazione dedicato all’affidamento familiare e all’adozione, conclusosi oggi, martedì 20 ottobre, presso il Polo Museale Santo Spirito di Lanciano. Un percorso promosso dall'Assessorato e dall’Ambito Distrettuale Sociale n. 11 Frentano (che comprende i Comuni di Lanciano capofila, Castel Frentano, Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro, San Vito Chietino e Treglio).
L’ultimo modulo formativo si è concentrato su uno dei nodi più complessi dell'accoglienza: la gestione dei traumi da abbandono, la valutazione dei disturbi comportamentali, le diagnosi e la costruzione di percorsi terapeutici individualizzati per sostenere i genitori adottivi ed affidatari. L'incontro ha visto la partecipazione chiave dell’équipe di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (N.P.I.A.) della Asl 2 guidata dal dottor Riccardo Alessandrelli, insieme ai contributi specialistici delle dottoresse Di Lollo, Gallo e Gallucci, affiancate dalle testimonianze dirette delle famiglie. «Rivolgo un grazie sincero a tutti gli operatori e al Settore Politiche Sociali per l'impeccabile organizzazione – ha concluso l'assessore Amoroso – e alle tante coppie che si stanno avvicinando con coraggio a questo percorso. Creare una rete di protezione qualificata attorno ai minori più vulnerabili è il dovere primario di una comunità educante».
