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Pescara,il Comune apre il primo immobile confiscato alla criminalità,accoglierà i senza fissa dimora

23/05/2020 - Redazione AbruzzoinVideo
Pescara,il Comune apre il primo immobile confiscato alla criminalità,accoglierà i senza fissa dimora

Il sindaco Masci : orgogliosi di essere riusciti in soli sei mesi a completare un intervento che dà una risposta importante alla richiesta di aiuto che giunge da un mondo spesso dimenticato come quello dei senza-tetto, dei “senza identità sociale”.

E' stato consegnato a Pescara il primo appartamento destinato al Progetto “Abitare i luoghi. Vivere in Comunità” che si trova in via Aterno 208, con 4 posti letto, confiscato alla criminalità e assegnato al Comune di Pescara. L’abitazione, recuperata a scopi sociali (come prevede la norma) con materiali di buon pregio, sarà assegnata nei prossimi giorni a quattro persone senza fissa dimora e in situazione di disagio, nello spirito del progetto concluso in tempi record. Gli altri 3 appartamenti, confiscati a dicembre alla criminalità e presso i quali i lavori sono in corso di ultimazione, si trovano in Via Aterno 300 ( 5 posti letto ), in Via Sacco 253 (6 posti letto) e in Via Tevere 1 ( 4 posti letto). Gli immobili sono stati sottoposti ad un intervento di ristruttuzione (per 40.500 Euro) e successivamente arredati (per 36.800 Euro). Il Progetto “Abitare i luoghi, vivere in comunità”, per il quale sono stati investiti  complessivamente oltre 500mila euro, prevede l’attivazione di interventi per sostenere le persone senza fissa dimora nel percorso verso l’autonomia (tra i quali anche i costi per i suddetti appartamenti). Alla presentazione sono intervenuti, oltre al sindaco Carlo Masci, l’assessore Adelchi Sulpizio, l’assessore all’Associazionismo sociale Nicoletta Di Nisio e la presidente della Commissione consigliare alle Politiche Sociali Maria Rita Carota. " C’è da essere veramente orgogliosi – ha detto il sindaco Carlo Masci – per essere riusciti in soli sei mesi a completare un intervento che dà una riposta importante, direi con pochi casi simili in Italia, alla richiesta di aiuto che ci giunge da un mondo spesso dimenticato come quello dei senza-tetto, dei “senza identità sociale”.

 

Con il progetto, finanziato dal Programma Operativo Nazionale (PON) Inclusione 2014 - 2020 e dal Programma Operativo Nazionale per la fornitura di prodotti alimentari e assistenza materiale di base (PON I FEAD) 2014-2020, vengono concretizzate varie azioni di contrasto alla grave emarginazione adulta e di integrazione sul territorio delle persone senza fissa dimora: interventi sociale: azioni di servizio di prossimità, attraverso unità mobili di strada che monitorano la presenza di persone senza fissa dimora e forniscono informazioni sui rischi legati alla vita di strada; sostegno alle persone senza dimora nel percorso verso l’autonomia: istituzione e sviluppo di un sistema territoriale di opportunità abitative e di inclusione lavorativa attraverso l'adozione dell'approccio housing first; interventi di contrasto alla povertà estrema: implementazione di azioni specifiche per il potenziamento degli interventi a bassa soglia attraverso l’approvvigionamento e la distribuzione tracciata di beni di prima necessità. "L’iniziativa ha una forte valenza sociale – ha detto l'assessore Adelchi Sulpizio – poiché siamo riusciti a utilizzare in modo costruttivo e utile per la collettività queste abitazioni confiscate. Se oggi siamo stati in grado di procedere operativamente con il progetto, consentendo a 20 persone a forte rischio sociale di iniziare un percorso di reinserimento lavorativo e di inclusione abitativa, è merito dello staff comunale, che ha espletato tutte le pratiche per consentire la ristrutturazione, l’arredamento e l’abitabilità degli immobili".

 

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