Marted 22 Settembre 2020

SANITA': DEMANSIONAMENTO INFERMIERI, NURSING UP ABRUZZO INCONTRA L'ASSESSORE REGIONALE VERI',PRESTO TAVOLO TECNICO

10/05/2019 - Redazione AbruzzoinVideo

"La disponibilità dell'assessore nei confronti degli infermieri è risultata totale, infatti si è fatta portavoce delle istanze presentate e protocollate nel documento ufficiale ed ha promesso un tavolo tecnico regionale per la soluzione dei problemi , tavolo al quale Nursing Up prenderà  parte in quanto firmatario del contratto nazionale e da sempre strumento di supporto degli infermieri ." 

 

 

Cosi la consigliera referente di Nursing Up  Abruzzo, in sindacato degli infermieri Italiani, Patrizia Bianchi ,dopo  l'incontro che si è tenuto stamane nella sede della Regione Abruzzo tra l'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì ed una delegazione abruzzese di Nursing Up, incontro volto a  presentare all'assessore le istanze della categoria professionale che dal 6 Maggio si è mobilitata per dire no al demansionamento degli infermieri e per denunciare  le criticità che si  registrano ogni giorno nelle  Asl Abruzzesi. All' esponenete regionale la delegazione ha consegnato un documento nel quale si spiegano le ragioni della mobilitazione. "Dalle Aziende sanitarie e ospedaliere della ns. Regione - si legge nel documento - pervengono continue segnalazioni e denunce verbali da parte d’infermieri, relative a fatti di demansionamento che hanno raggiunto livelli di criticità inaccettabili. Si tratta di un demansionamento di tipo qualitativo, perché gli infermieri devono svolgere compiti del personale di supporto completamente avulsi dal proprio alveo di funzioni, e di tipo quantitativo, perché in funzione di tali gravose e costanti attività gli infermieri ravvisano di non essere più in grado di garantire il proprio prioritario mandato professionale. Difatti accade sempre più frequentemente che il carico di lavoro gravante sugli infermieri divenga

 insostenibile perché questi sono costretti a sopperire all’assenza di personale di supporto, subendo un’inevitabile e costante dequalificazione quotidiana. Si tratta, in prevalenza, di attività che non comprendono direttamente l’assistenza alla persona, ben lungi dal poter essere qualificate come strumentali all’esercizio professionale infermieristico e che rientrano esplicitamente nell’elenco delle attività a cui è tenuto l’Operatore Socio Sanitario e/o il restante personale di supporto.In via generale, è di tutta evidenza che la figura del professionista infermiere e quella delle varie qualifiche afferenti al personale di supporto, sono  ben delineate e distinte l’una dall’altra, avendo le stesse una qualificazione giuridica e contrattuale completamente diversa: la prima connotata come “professione sanitaria” il cui esercizio è subordinato all’iscrizione al relativo Ordine Professionale e la cui abilitazione avviene a seguito dell’acquisizione di una specifica laurea,  le altre invece,   come attività di supporto , a cui si accede , nella maggior parte dei casi, dopo la scuola media inferiore, solo talvolta previa frequenza di un corso regionale di durata annuale.  Dopo la data del 10 maggio, annuncia nel documento Nursing Up si organizzeranno apposite assemblee al fine di riscontrare e verificare le circostanze dei presidi ospedalieri e dei reparti in cui sono carenti o addirittura assenti le unità di Operatori Socio Sanitari e/o altro personale di supporto, compreso il personale amministrativo.

Pertanto, - continua il documento di Nursing Up - le Aziende che non prevedono la presenza di un congruo numero di unità di personale di supporto nei propri ruoli organici, obbligano gli infermieri, attraverso la fattuale, forzosa e quotidiana organizzazione del lavoro dalla stessa implementata, a garantire essi stessi le mansioni di tale personale.

Quanto sopra descritto rientra a tutti gli effetti nelle cosiddette “cure infermieristiche perse”, ossia, qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente che viene omesso completamente, parzialmente o rimandato ad un altro momento rispetto a quanto pianificato. Le cure infermieristiche perse per definizione ricadono nella categoria degli errori correlati agli “atti di omissione”, che nonostante suscitino meno clamore perché più difficili da riconoscere, rappresentano un grosso problema per la pratica clinica. Ad aggravare il fenomeno fin qui descritto,- continua il sindacato degliinfermieri italiani -  si aggiunge anche l’obsoleto calcolo del fabbisogno del personale e delle piante organiche attualmente in vigore, la cui metodologia risale a circa 50 anni fa. Non è più possibile, data la complessità assistenziale e l’intensità di cura, applicare il conosciuto minutaggio per assegnare personale infermieristico e di supporto nei vari Servizi e Unità Operative nelle Aziende Ospedaliere." Insomma un vero e proprio grido di allarme che il sindacato Nurssng Up sta lanciando a livello nazionale, e che continuerà con assemblee e iniziative negli ospedali finchè non ci sarà un segnale forte da parte delle Istituzioni.

 

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