Venerdì 23 Aprile 2021

Economia

Sciopero nazionale degli Autotrasportatori: la situazione in Abruzzo

23/01/2012 - Redazione AbruzzoinVideo

23 gennaio 2012. "Grande adesione, superiore a qualsiasi aspettativa, al fermo nazionale dell'autotrasporto scattato alla mezzanotte". E' quanto comunica in una nota il movimento Trasportounito, precisando che "assemblee territoriali si sono svolte a partire da questa notte in varie regioni del paese e il numero delle imprese che hanno deciso di fermare i servizi continua a crescere ora dopo ora". "Proprio l'adesione - afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito - sta dimostrando la gravità della crisi in atto. Trasportounito, in quanto organizzazione autonoma e indipendente, si sta facendo interprete di un disagio che è reale e tangibile per le imprese così come per le famiglie dei tanti autotrasportatori che si stanno battendo per la sopravvivenza". Nei pressi del casello hanno superato quota duecento i mezzi che, anche in Abruzzo stanno aderendo alla protesta nei pressi del casello Pescara nord dell'A14. Ai cinquanta camionisti che stazionano davanti all'uscita autostradale si sono aggiunti altri che, fermati dai colleghi, hanno deciso di partecipare alla protesta e, in mancanza di spazio, si sono fermati in piazzali poco distanti. Analoghe iniziative sono in corso nei pressi di tutti i caselli dell'A14. Dieci chilometri di protesta, anche sulla statale che conduce dal casello Val di Sangro dell'A14 all'agglomerato industriale della Sevel di Atessa (Chieti): quasi cento mezzi pesanti che aderiscono alla manifestazione nazionale - alcuni anche con targa estera - sono fermi su un lato della strada, in modo da consentire comunque la circolazione alle auto private. Gli autotrasportatori che si trovano sul posto ritengono che la protesta possa continuare ancora un paio di giorni. "Proseguiremo a oltranza finché qualcuno non si farà avanti e non otterremo qualcosa - spiega Piero D'Aloisio, titolare di una ditta con 20 mezzi pesanti -. I problemi sono tanti, dal caro gasolio al pedaggio autostradale che si è triplicato. Da tre anni a questa parte non riusciamo ad arrivare a fine mese; a causa dei costi elevati e della troppa concorrenza, siamo costretti a prendere lavoratori stranieri che ci costano meno e lasciamo a casa gli italiani. Siamo troppo delusi, abbiamo perso ogni speranza". "Loro non sono solo trasportatori, ma anche, e soprattutto, cittadini - spiegano i rappresentanti del 'Movimento dei Forconi' - e abbiamo deciso di supportarli perché le ragioni di protesta sono le stesse".

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