«Informazioni lacunose, parziali e non corrispondenti al vero».È la posizione espressa dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano sulla vicenda dei tre bambini allontanati dalla casa familiare lo scorso 17 settembre, nell’ambito di un intervento del Servizio Tutela minori ai sensi dell’articolo 403 del codice civile. Una presa di posizione che arriva dopo le dichiarazioni rese pubbliche dai legali del padre dei tre fratellini, che avevano contestato le motivazioni e le modalità dell’allontanamento, riferendo di presunte criticità igienico-sanitarie, disagio abitativo e presenza di cani nell’abitazione. Il provvedimento di allontanamento è stato successivamente convalidato dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
L’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano, nella nota diffusa, «a fronte della diffusione di informazioni lacunose, parziali e non corrispondenti al vero relative all’intervento del Servizio Tutela minori del Comune di Lanciano del 17.9.2026 ex art. 403 c.c.», rinnova «il pieno sostegno al personale coinvolto e all’intero Servizio». L’Assessorato sottolinea inoltre «la necessità di un approccio ai fatti ispirato alla tutela degli interessi e alla privacy dei bambini interessati dall’intervento, nonché al rispetto delle Istituzioni coinvolte nella gestione della vicenda giudiziaria». Nella stessa nota il Comune evidenzia che le istituzioni coinvolte «hanno operato nella legalità e nel perseguimento del supremo interesse dei minori», nella consapevolezza «della gravosità e della delicatezza dell’intervento, nonché dell’impatto sull’intero nucleo familiare». Il Comune afferma inoltre che alla famiglia è stata dimostrata «immediata, fattiva e costante vicinanza per rimuovere le condizioni che hanno determinato l’allontanamento».
L’Assessorato invita quindi «tutti gli organi di stampa, dalle testate giornalistiche tradizionali a quelle online, ad assumere, rispetto alla vicenda, un contegno, anche deontologico, consono e rispettoso degli interessi dei minori, dell’intero nucleo familiare, ma anche dei professionisti che, ad oggi, sono sottoposti a un’ingiustificata e violenta gogna mediatica». Una presa di posizione motivata anche dalla condizione di chi opera nel Servizio Tutela minori. Il personale, sottolinea il Comune, è «tenuto al segreto d’ufficio e, pertanto, impossibilitato a difendersi dalle accuse arbitrariamente e ingiustamente mosse». Proprio «a tutela dell’integrità e della professionalità del proprio personale», l’Assessorato fa sapere che «si riserva di valutare le più opportune azioni giudiziarie contro iniziative diffamatorie o ingiustificate campagne d’odio che risultano inaccettabili e censurabili».
La vicenda resta ora affidata ai successivi passaggi giudiziari. Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 29 settembre, quando è prevista l’udienza davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, chiamato a riesaminare la situazione dei tre bambini e il provvedimento di allontanamento.
