Marted 19 Novembre 2019

Fitosanitari e mangimi: Nas sequestra 50 tonnellate in Abruzzo

21/03/2018 - Redazione AbruzzoinVideo

Tre strutture abusive individuate e oltre 50 tonnellate di mangimi e materie prime sequestrate per un valore di circa 300 mila euro: e' il bilancio dei controlli in alcune rivendite e mangimifici abruzzesi effettuati dai carabinieri del Nas di Pescara, impegnati nel monitoraggio del commercio e impiego di fitosanitari.

In provincia di Pescara e' stato individuato un capannone allestito abusivamente e al cui interno erano stipati circa 40 mila chili di mangimi semplici e composti, privi della tracciabilita'. Oltre al sequestro del mangime, e' scattata la segnalazione alla Asl: l'attivita' rischia la chiusura. Nel Teramano, i militari del Nas hanno scoperto una ditta abusiva specializzata nella rivendita di prodotti fitosanitari. Il legale responsabile della ditta, del valore di un milione di euro, e' stato segnalato alla competente autorita' amministrativa. Durante il controllo, inoltre, i carabinieri hanno sequestrato 10 mila chili di mangimi semplici, in parte confezionati e in parte sfusi, e materie prime, privi di indicazione sulla tracciabilita'. La Asl teramana ha disposto l'immediata sospensione dell'attivita' di vendita e deposito di mangimi, nonche' il divieto di commercializzazione dei mangimi sequestrati, del valore di 150.000 euro. Infine, durante l'ispezione in un'altra ditta della provincia di Teramo, specializzata nella rivendita di prodotti fitosanitari per l'agricoltura, i militari del Nas di Pescara hanno segnalato il legale responsabile della rivendita alla competente autorita' amministrativa per aver attivato abusivamente un deposito di mangimi senza registrazione e in assenza dei requisiti igienico-sanitari e strutturali, per aver omesso di applicare il piano di autocontrollo di cui al sistema Haccp e detenuto per il commercio mangimi privi delle indicazioni sulla tracciabilita'. La Asl ha disposto l'immediata sospensione dell'attivita' di deposito fino alla rimozione delle carenze e in attesa della necessaria registrazione. Disposto anche il divieto di vendita e la distruzione di sei quintali di mangime per uso zootecnico del valore di circa mille euro.

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