Si accende lo scontro sul futuro industriale di Baomarc Automotive Solutions S.p.A. e cresce la forte preoccupazione per le sorti occupazionali degli stabilimenti di Atessa e Lanciano e dell’intero indotto automotive della Val di Sangro. A scatenare la reazione unitaria dei sindacati è stata la decisione del socio di maggioranza, il gruppo cinese Baosteel Metal Products Industry Co., Ltd., di avviare le procedure per la liquidazione giudiziale dell’azienda.
Un’intenzione che ha visto la netta contrarietà del socio di minoranza, favorevole invece al ricorso a un concordato preventivo in continuità aziendale per salvaguardare la produzione e i posti di lavoro. La presa di posizione di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e delle Rsu dei siti produttivi di Atessa e Lanciano è stata immediata e perentoria. Le organizzazioni sindacali hanno definito la decisione del colosso cinese «irricevibile, grave e irresponsabile», sottolineando come l'avvio della liquidazione giudiziale rischi di travolgere centinaia di famiglie e di assestare un duro colpo a tutto il comparto automotive abruzzese.
Sulla gravissima situazione è intervenuto con fermezza Primiano Biscotti, coordinatore provinciale della Fim Cisl Chieti: «Riteniamo assurda la decisione dei soci di maggioranza della Baomarc di abbandonare la strada della procedura di composizione negoziata della crisi intrapresa un anno fa e intraprendere quella della liquidazione, ovvero del fallimento, senza valutare nemmeno quella del concordato. Questa decisione avrà ricadute pesanti sui lavoratori, sulle loro famiglie e su tutta l’economia del territorio, perché si rischia di fermare la produzione di Stellantis ad Atessa. È fondamentale attivare subito un tavolo ministeriale: è assurdo che la proprietà cinese decida di mettere fine a stabilimenti che sono in piena attività e non hanno problemi di volumi, specie considerando che lo stabilimento Stellantis di Atessa che riforniscono è in pieno rilancio produttivo». A fronte dell'improvviso stallo, i sindacati e le Rsu hanno proclamato formalmente lo stato di agitazione in tutti i reparti. Per la giornata di lunedì 19 ottobre sono state indette due ore di sciopero al fine di accendere i riflettori sulla vertenza e bloccare i piani di chiusura. Contestualmente, le rappresentanze dei lavoratori hanno rivolto un appello urgente alla Regione Abruzzo e al Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), chiedendo la convocazione immediata di un tavolo di crisi nazionale per individuare soluzioni capaci di preservare la continuità produttiva e tutelare l'occupazione sul territorio.
