Mercoledì 28 Febbraio 2024

Inchiesta tragedia Rigopiano: superstite e parente vittima aggrediti da indagato

18/05/2018 - Redazione AbruzzoinVideo

Un superstite dell'hotel Rigopiano di Farindola (Pescara) ed il fratello di una delle vittime "offesi, minacciati di morte, aggrediti e malmenati" da uno degli indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara sulla tragedia del resort travolto e distrutto da una valanga il 18 gennaio 2017, provocando la morte di 29 persone.

A raccontarlo è Giampaolo Matrone, pasticciere di Monterotondo (Roma), che in quella tragedia ha riportato pesanti menomazioni ed ha perso la moglie Valentina. I fatti sarebbero avvenuti a Farindola il 14 maggio scorso, quando il Giro d'Italia è transitato nei pressi dei resti dell'hotel per rendere omaggio alle vittime. Gli aggrediti, secondo quanto riferito, sarebbero Matrone e Gianluca Tanda, presidente del comitato 'Vittime di Rigopiano'. Autore dell'episodio "gravissimo e inqualificabile" sarebbe Massimiliano Giancaterino, ex sindaco del paese. Ora, dice Matrone, "abbia il coraggio di raccontare come sono andati davvero i fatti e si assuma le sue responsabilità". Il pasticciere, che si è fatto medicare in pronto soccorso (prognosi di sei giorni) ed ha sporto querela ai Carabinieri, aggiunge: "Abbiamo vissuto momenti di paura. Giancaterino, agente di polizia locale, ha in dotazione l'arma e il gruppetto che era con lui ci minacciava brandendo delle aste. Un'autentica aggressione 'squadrista'".

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