Una storia d'integrazione nata in una parrocchia abruzzese e arrivata fino al cuore delle istituzioni italiane. La Camera dei Deputati ha ospitato per la prima volta un concerto interamente interpretato in Lingua dei Segni Italiana (LIS), che ha visto protagonista il coro "Ci ha dato un segno", diretto dall'esperta interprete Annarita Giancristofaro..jpg)
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La formazione, composta sia da persone sorde che da udenti, traduce note, movimenti ed emozioni in un'esperienza visiva condivisa. Un cammino nato nei locali di una "parrocchia a colori" in Abruzzo e spronato a fare il salto nazionale da Suor Veronica Amata Donatello, Responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale delle persone con Disabilità della CEI.
«Ci hai spronato ad uscire allo scoperto per testimoniare che la disabilità non è un limite, ma la posizione da cui partire per imparare a volare», ha espresso con gratitudine Annarita Giancristofaro nei confronti della religiosa, evidenziando il messaggio cardine dell'iniziativa: ciò che oggi viene realizzato per abbattere le barriere a favore di una persona con disabilità rende migliore e più semplice la vita dell'intera comunità.

L'evento, intitolato "La musica si vede", è stato promosso e sostenuto dal deputato abruzzese Nazario Pagano (Forza Italia), Presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, che ha aperto le porte di Palazzo Montecitorio in concomitanza con la Settimana internazionale delle persone sorde. Sulle note dei brani scritti dal cantautore Fiorindo Tittaferrante, realizzati in collaborazione con la Cooperativa Segni d'Integrazione Abruzzo, l'esibizione ha affiancato la lingua dei segni direttamente al performer sul palco. «Oggi alla Camera la musica non si è soltanto ascoltata, si è vista», ha commentato il presidente Nazario Pagano. «Abbiamo voluto che musica, parole ed emozioni diventassero un’esperienza davvero condivisa tra persone sorde e udenti. Perché inclusione significa poter esserci, partecipare ed emozionarsi insieme: una canzone ascoltata o vista resta la stessa canzone, e nessuna differenza deve mai diventare una distanza».
Miriana Lanetta
