Mercoledì 04 Novembre 2026

Cultura

"Kintsugi sulla mia pelle": l’ospedale di Chieti celebra la rinascita di 14 donne e trasforma le cicatrici del tumore in fili d'oro

04/11/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
"Kintsugi sulla mia pelle": l’ospedale di Chieti celebra la rinascita di 14 donne e trasforma le cicatrici del tumore in fili d'oro

Si è conclusa nel Reparto di Radioterapia Oncologica del "SS. Annunziata" la mostra ideata da Sandra D'Agostino e firmata dal fotografo Roberto Colacioppo. Un momento toccante arricchito dalla presentazione del libro e dalle parole d'amore del direttore Domenico Genovesi

Le cicatrici non vanno nascoste, ma mostrate con orgoglio come i segni preziosi di una battaglia vinta e di un cammino di profonda rinascita. Si è conclusa ieri pomeriggio, dopo un intenso mese di esposizione e testimonianze, la mostra fotografica "Kintsugi sulla mia pelle", ospitata per tutto il mese di ottobre nel Reparto di Radioterapia Oncologica dell'ospedale "SS. Annunziata" di Chieti nell'ambito delle iniziative del Progetto Donna "Sala Rosa".

Il finissage, tenutosi nell'Aula Romanini dell'ospedale teatino, è stato un momento di straordinaria intensità emotiva e umana. La serata ha visto la presentazione ufficiale del libro e della mostra promossi dall'artista e fotografo Roberto Colacioppo con la curatela e la regia di Sandra D'Agostino. Il ricavato delle vendite del volume sarà interamente devoluto all'associazione E.T.S. "Il Tratturo - Una strada per la vita", da anni in prima linea nell'assistenza e nel sostegno quotidiano alle pazienti oncologiche. Protagoniste assolute quattordici donne – Sandra D’, Angela, Giulia, Silvia, Flora, Nicoletta, Tiziana, Lisa, Patrizia, Francesca, Sandra B., Natascia, Luana ed Emanuela – operate per un tumore al seno nella Breast Unit e poi sottoposte a trattamento radioterapico. Con immensa generosità e coraggio, queste donne hanno scelto di regalare al pubblico la propria storia, mettendo a nudo i segni lasciati dalla malattia sul corpo. L'opera trae ispirazione dall'antica arte giapponese del kintsugi, la pratica di riparare le ceramiche infrante saldandole con l'oro. Le spaccature non vengono celate, ma risaltano, diventando la parte più preziosa e luminosa dell'oggetto. Allo stesso modo, i segni della chirurgia e delle terapie si convertono in solchi di luce, testimonianza visibile della resilienza e della forza femminile. Emblematica la dedica lasciata a margine dell'evento da Sandra D'Agostino e dalle quattordici protagoniste: «Custodiamo crepe che risplendono di luce… siamo donne che si presentano nuovamente al mondo, con riflessi d’oro!», accompagnata da un sentito e commosso ringraziamento all'intero staff della Radioterapia teatina – dal professor Domenico Genovesi alla dottoressa Marianna Nuzzo e a Stephanie Sartori – per aver trasformato un luogo di cura in un presidio quotidiano di ascolto e amore. A tracciare il bilancio finale di un percorso che ha travalicato i confini della corsia ospedaliera è stato il professor Domenico Genovesi, direttore del reparto, che ha espresso profonda gratitudine a chi ha reso possibile l'iniziativa: «Porteremo sempre nei nostri cuori il partecipato evento di ieri e il fortissimo messaggio che ci avete lasciato in dote. Grazie di cuore a queste quattordici straordinarie donne che hanno deciso di mostrare in arte le loro cicatrici come messaggio di speranza. Un'iniziativa che racchiude in sé una profonda testimonianza di sofferenza ma, al tempo stesso, un inno di rinascita e vita per chiunque stia affrontando il buio della malattia».

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