Venerdì 30 Ottobre 2026

Cronaca

L'Aquila, droga gestita dal carcere con uno smartphone: arrestata coppia di spacciatori dalla Squadra Mobile

28/10/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
L'Aquila, droga gestita dal carcere con uno smartphone: arrestata coppia di spacciatori dalla Squadra Mobile

Il 38enne recluso a Rieti dirigeva le piazze di spaccio nell'Aquilano e nel Teramano tramite la compagna di Giulianova. Droga e telefonate vendute anche in cella, 14 denunciati.

Un'articolata e complessa indagine antidroga condotta dalla Polizia di Stato di L’Aquila ha smantellato una rete di spaccio radicata tra le province dell’Aquila e Teramo, capace di spingersi fin dentro le mura carcerarie. Nella giornata di ieri, gli agenti della Squadra Mobile aquilana hanno dato esecuzione a un'ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP di Rieti nei confronti di una coppia: custodia in carcere per un uomo macedone di 38 anni e arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per la compagna, un'italiana di 54 anni residente a Giulianova.

L’inchiesta, coordinata inizialmente dalla Procura della Repubblica di L’Aquila e poi trasferita per competenza alla Procura di Rieti, ha preso il via nell’ottobre del 2024 a seguito dell’arresto del 38enne nella periferia aquilana, sorpreso con 86 grammi di cocaina suddivisi in dosi. Nonostante la successiva reclusione – prima nel carcere dell'Aquila e in seguito in quello di Rieti – l'uomo ha continuato a gestire il traffico di cocaina e hashish grazie all'uso indebito di un telefono cellulare introdotto nell'istituto penitenziario. Dal carcere, l'indagato impartiva direttive alla compagna e coordinava una fitta rete di pusher operanti nei territori di L’Aquila, Teramo, Giulianova e Martinsicuro.

Tra febbraio e maggio 2025 le attività investigative hanno documentato decine di cessioni di stupefacenti a 11 acquirenti. Gli accertamenti della Mobile hanno inoltre rivelato che, nel maggio 2025, il 38enne cedeva droga anche ad altri reclusi nella Casa Circondariale di Rieti, incassando i pagamenti tramite ricariche Western Union effettuate dai familiari dei detenuti. Lo smartphone – sequestrato a settembre 2025 – veniva inoltre messo a disposizione di altri 9 detenuti per chiamate personali: questi ultimi sono stati denunciati per accesso indebito a dispositivi di comunicazione (art. 391-ter c.p.). L'operazione ha portato complessivamente al deferimento di altre 14 persone di varie nazionalità per detenzione e spaccio nelle province di Teramo e L'Aquila, due delle quali già arrestate in flagranza nel mese di aprile 2025 a riscontro dell'attività d'indagine.

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