Un'articolata e complessa indagine antidroga condotta dalla Polizia di Stato di L’Aquila ha smantellato una rete di spaccio radicata tra le province dell’Aquila e Teramo, capace di spingersi fin dentro le mura carcerarie. Nella giornata di ieri, gli agenti della Squadra Mobile aquilana hanno dato esecuzione a un'ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP di Rieti nei confronti di una coppia: custodia in carcere per un uomo macedone di 38 anni e arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per la compagna, un'italiana di 54 anni residente a Giulianova.
L’inchiesta, coordinata inizialmente dalla Procura della Repubblica di L’Aquila e poi trasferita per competenza alla Procura di Rieti, ha preso il via nell’ottobre del 2024 a seguito dell’arresto del 38enne nella periferia aquilana, sorpreso con 86 grammi di cocaina suddivisi in dosi. Nonostante la successiva reclusione – prima nel carcere dell'Aquila e in seguito in quello di Rieti – l'uomo ha continuato a gestire il traffico di cocaina e hashish grazie all'uso indebito di un telefono cellulare introdotto nell'istituto penitenziario. Dal carcere, l'indagato impartiva direttive alla compagna e coordinava una fitta rete di pusher operanti nei territori di L’Aquila, Teramo, Giulianova e Martinsicuro.
Tra febbraio e maggio 2025 le attività investigative hanno documentato decine di cessioni di stupefacenti a 11 acquirenti. Gli accertamenti della Mobile hanno inoltre rivelato che, nel maggio 2025, il 38enne cedeva droga anche ad altri reclusi nella Casa Circondariale di Rieti, incassando i pagamenti tramite ricariche Western Union effettuate dai familiari dei detenuti. Lo smartphone – sequestrato a settembre 2025 – veniva inoltre messo a disposizione di altri 9 detenuti per chiamate personali: questi ultimi sono stati denunciati per accesso indebito a dispositivi di comunicazione (art. 391-ter c.p.). L'operazione ha portato complessivamente al deferimento di altre 14 persone di varie nazionalità per detenzione e spaccio nelle province di Teramo e L'Aquila, due delle quali già arrestate in flagranza nel mese di aprile 2025 a riscontro dell'attività d'indagine.
