Mercoledì 13 Novembre 2019

Bilancio Abruzzo : approvazione rendiconto 2016, interviene Febbo : 'Paolucci e D'Alfonso hanno poco di cui gioire'

18/04/2018 - Redazione AbruzzoinVideo

"Paolucci, come al solito, anche sull'approvazione del Rendiconto del 2016, se la suona e se la canta da solo. La delibera come di consueto è secretata rendendo impossibile verificare ciò che afferma, ma su alcune dichiarazioni vanno fatte precisazioni".

E' quanto dichiara, in una nota, il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, precisando quanto segue: "I conti consuntivi 2013, 2014, 2015 e 2016 sono stati approvati solo dalla Giunta e non dal Consiglio, comprovando e certificando il netto ritardo con cui si opera. Le operazioni di riaccertamento dei residui è un'operazione già fatta nel 2012 dal precedente Governo regionale di centrodestra che, oltre alla stessa, ha dovuto sanare i disastri dei governi precedenti, soprattutto tamponare il 'terremoto' non sismico, ma economico-finanziario causato dall'amministrazione Del Turco, riducendo a meno di un terzo i 4 miliardi di euro di debito ereditato, restituendo allo Stato i 176 milioni che il precedente governo di centrosinistra aveva stornato dai 576 concessi per il risanamento sanità, azione che ci è costata la non lodevole etichetta di 'Regione Canaglia'". "Ciò che rileviamo dalle sue dichiarazioni sul rendiconto 2016 - prosegue il consigliere di Fi - è che il disavanzo è di oltre 765 milioni, ovvero non c'è stato nessun miglioramento in questi 4 anni di governo targato D'Alfonso-Paolucci, anzi c'è stato un peggioramento rispetto al 2015. Aggiungiamo: il deterioramento dei bilanci della sanità, con i bilanci delle Asl che tornano a chiudere in passivo; la chiusura di aziende strumentali della Regione (oltre 150 dipendenti mandati a casa); il fallimento sul Tpl con il rischio di messa sul mercato nel 2019 della Tua; la mancanza di programmazione su attività culturali (tutte le istituzioni hanno visto un drastico taglio di risorse; ancor più grave, non è stato erogato nessuno dei finanziamenti deliberati nel 2017) e del turismo (dopo 4 anni viene nominato un assessore, per la necessità di assicurare una scarna e risicata maggioranza, ma i dati su presenze e movimentazione sono disastrosi); i richiami dell'Europa e dei vari ministeri su utilizzo dei fondi strutturali comunitari sul cui utilizzo siamo ai decimali in termini percentuali". "Per i consuntivi 2014, 2015 e 2016, che non conosciamo, non vorremmo - conclude Febbo - che la Corte dei Conti facesse gli stessi rilievi e censure fatte per l'esercizio 2013".

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