Sabato 20 Aprile 2024

Al via la 5^ edizione di “Una vita da social” la Campagna educativa itinerante sui temi dei social network e del cyberbullismo.

23/03/2018 - Redazione AbruzzoinVideo

Un Tour itinerante di 47 tappe sul territorio nazionale e europeo

Pescara, 26 marzo 2018 – la Polizia di Stato ritorna a Pescara in Piazza Della Rinascita dalle ore 8.00 alle ore 14.00, con la più importante e imponente campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Quest’anno realizzata anche con la collaborazione di CO.Re.Com. Abruzzo.

Un progetto al passo con i tempi delle nuove generazioni, che nel corso delle precedenti edizioni ha raccolto un grande consenso: gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazionihanno incontrato oltre 1 milione e 300 milastudenti sia nelle piazze che nelle scuole, 147.000genitori, 82.500insegnantiper un totale di 10.750Istituti scolastici, 39.000kmpercorsi e 190città raggiunte sul territorio e due pagine twitter e facebook con 121.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online.

Ancora una volta Aziende come Baci Perugina, Poste Italiane, Facebook, FireEye, Google, Karpesky lab, Lenovo, Microsoft, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Youtube e società civile scendono in campo insieme alla Polizia di Stato per un solo grande obiettivo: ”fare in modo che il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie, non faccia più vittime”.

L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, è quello di prevenire episodi di violenza, vessazione, diffamazione, molestie online, attraverso un’opera di responsabilizzazione in merito all’uso della “parola”. Gli studenti attraverso il diario di bordo e l’hastag #unaparolaeunbacio potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo.

Da Milano a Palermo, attraversando lo stivale con un truck allestito con un’aula didattica multimediale, gli operatori della Polizia Postale per l’intero anno scolastico incontreranno studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età.

Il web ha aperto uno spazio illimitato che va oltre i confini tradizionali e all’interno del quale si creano nuove forme di socializzazione con nuovi linguaggi e nuove modalità di relazione - afferma Elisabetta Narciso, Dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo - il nostro compito è quello di cercare di interpretare questo linguaggio che accomuna soggetti appartenenti a culture, razze e religioni diverse perché solo comprendendo queste nuove forme di relazione soprattutto tra le giovani generazioni, i cosiddetti “nativi digitali”, si può fare della Rete un luogo più sicuro. Occorre continuare a diffondere una cultura della sicurezza in Rete e in questo contesto si inserisce l’iniziativa “Una Vita da Social” che indirizza i ragazzi verso un uso corretto e consapevole del web.

Dai dati in nostro possesso e dagli incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, si evince l’importanza delle attività di informazione e sensibilizzazione per far sì che la Rete possa essere per i ragazzi una grande opportunità e non un limite”.

Secondo quanto emerso dai risultati di una recente indagine di Skuola.net e Osservatorio Nazionale Adolescenza sul corretto uso di internet, su circa 8mila adolescenti di 18 regioni italiane, il fenomeno è in crescita.

Analizzando la fascia del campione tra i 14 e i 18 anni, salgono infatti al 28% le vittime di bullismo (nel 2016 erano il 20%, quindi un aumento del 40%), mentre circa l’8,5% è preso di mira sul web e sui social (6,5% lo scorso anno, quindi un aumento del 30%). Circa l’80% di questi ultimi, è oggetto di insulti e violenze sia nella vita online che in quella reale. 

Come visto, l’incidenza del bullismo “offline” è ancora nettamente maggiore: tra le vittime, il 46% ha pensato almeno una volta al suicidio e ha messo in atto condotte autolesive per il 32%. Il 75% delle vittime di bullismo si sente depresso e triste, il 54% ha frequenti crisi di pianto.

Tuttavia il cyberbullismo presenta risvolti particolarmente oscuri: tra le vittime sistematiche delle prevaricazioni digitali, a volte anche quotidiane, il 59% ha pensato almeno una volta al suicidio nel momento di sofferenza maggiore. Tra i giovani coinvolti, il 52%, confessa di provocarsi del male fisico intenzionalmente. Se poi è l’82% a dire di sentirsi frequentemente triste e depresso, circa il 71% esplode in frequenti crisi di pianto.

Tra i ragazzi più piccoli, appartenenti alla fascia tra gli 11 e i 13 anni, la percentuale di vittime di bullismo e cyberbullismo sale rispettivamente al 30% e al 10%. La frequenza di crisi di pianto (45% circa) e di tristezza e depressione (70%) è simile sia tra chi è oggetto di violenza e comportamenti offensivi online sia tra chi li subisce nella vita reale. Per quanto riguarda l’autolesionismo, invece, si rilevano numeri superiori tra chi viene preso di mira in rete: si provoca ferite e contusioni circa 1 su 2, contro il 33% delle vittime del bullismo “disconnesso”.

 

Piazza Della Rinascita ospiterà ancora una volta la manifestazione dalle 8 alle 14 accogliendo gli studenti della provincia all’interno del truck brandizzato dove personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni illustrerà le insidie del web.

 

Saranno presenti nella piazza gli stand della Polizia di Stato ed i cinofili.

 

L’evento sarà allietato dal noto illusionista Ivan MistereKo che, in qualità di testimonial, affronterà il tema con giochi di prestigio.

Di seguito alcuni dati nazionali:

 

 

2017

Stalking

Diffamazione

online

Ingiurie

Minacce

Molestie

Furto di identità digitale su social network

Detenzione e Diffusione di materiale pedopornografico

Totale

Vittime

13

87

116

79

59

354

Minorenni denunciati

1

12

11

2

13

39

 

 

 

 

 

 

 

Fake News’? Non è una trappola per giovani: 9 su 10 sicuri di saper riconoscere una bufala online

Gli under25 difficilmente cadono nel tranello delle notizie fake sul web. E quando ne scovano una, il 18% la segnala, il 12% commenta avvisando gli altri utenti. Discorso totalmente opposto, invece, per chi ha più di trent’anni. L’ora di educazione digitale dovrebbe essere quindi estesa ai genitori? È quanto emerge da una web survey su 3.500 utenti di Skuola.net per conto della Polizia di Stato per l’iniziativa Una Vita da Social.

Esplode il dibattito sulle fake news, sulla loro potenza mediatica, sulla capacità di influenzare l’opinione pubblica. Un argomento che, finalmente, diventa da prima pagina. Ma se, finora, i destinatari delle principali campagne di comunicazione anti-bufale online sono stati soprattutto i più giovani, bisognerà forse cambiare strategia. Gli utenti web, infatti, si dividono in due grandi emisferi: da una parte gli ‘under25’; dall’altra tutti gli altri: è il 93% dei ragazzi tra gli 11 e 25 anni a dire di saper distinguere tra una ‘fake news’ e una notizia vera. Ovviamente con dei distinguo: di questi, 1 su 3 si dichiara confidente di riuscire sempre a riconoscere la bufala, 2 su 3 spesso ma non sempre. Tra gli ‘over25’, invece, ben il 34% ammette di cascarci ogni volta (quota che sale al 55% se isoliamo chi ha più di 30 anni). È quanto emerge da una ricerca effettuata da Skuola.net su 3.500 utenti del portale, per conto della Polizia di Stato per Una Vita da Social, l’iniziativa itinerante per l’educazione al corretto uso della Rete arrivata oggi alla quinta edizione.

La profonda conoscenza delle piattaforme social sembra permettere ai più giovani di fiutare subito la puzza di bufala. Il ‘click baiting’ è il primo campanello d’allarme: per il 25% dei ragazzi, se le notizie hanno titoli poco chiari, che invitano ad aprire il link, probabilmente si tratterà di ‘fake news’; così come – per il 19% - la presenza di immagini che spingono a cliccarci per approfondire deve mettere sull’attenti. Ma anche richieste esplicite di condividere il contenuto (13%), la condivisione da parte di pagine che hanno già pubblicato notizie false in passato (11%), titoli allarmistici o clamorosi (5%), grafiche e caratteri appariscenti (4%) sono segnali molto gettonati dai ragazzi. Per la cronaca, circa un quarto degli ‘over25’ non ha saputo indicare come individuare una bufala. Mentre tra gli under 25 scendono a 1 su 6.

Adulti che, inoltre, non si pongono il problema di verificare se una notizia che gira sui social network (o sul web) sia vera o meno. Anzi, non si pongono proprio il problema: la pensa così il 38% di chi ha più di 25 anni (il 59% tra gli ‘over30’). Mentre i più giovani controllano eccome: il 54% cerca su Internet per vedere se ci sono altri siti più attendibili che parlano dello stesso argomento (e nello stesso modo), il 31% controlla che la fonte che ha pubblicato la news sia conosciuta e affidabile. Solo 1 su 10, invece, è più tranquillo se la notizia ha ricevuto tanti like o condivisioni (4%) o se viene postata da persone affidabili (6%). Appena il 5% tende a fidarsi a scatola chiusa.

Per questo quasi 7 ragazzi su 10, prima di condividere sui social una notizia interessante o curiosa, verificano che sia effettivamente vera. E un altro 25% la verifica solo se gli sembra particolarmente strana. Solo il 6% non verifica mai, contro il 35% degli ‘over25’. Discorso simile per i commenti: il 66% degli ‘under25’ verifica che la notizia non sia una bufala prima di commentare un post (un altro 26% solo se è troppo strana); tra i più grandi, invece, il 35% non lo fa mai (il 60% tra gli ‘over30’). Ancora peggio se la notizia pubblicata richiede la lettura di un testo più o meno lungo: il 53% degli ‘over25’ (addirittura il 67% se si isolano solo gli ‘over30’) per decidere cosa fare legge solo il titolo senza badare al contenuto. Gli ‘under25’, al contrario, in 3 casi su 4 consultano il contenuto per intero.

Diverso, tuttavia, è anche l’uso che adulti e ragazzi fanno delle piattaforme: il 57% dei più grandi dice di non leggere mai notizie o curiosità sui social (il 69% tra chi ha più di 30 anni). Così, quelle rare volte che s’imbattono in ‘fake news’, le subiscono senza fare nulla (si comporta così il 66% degli ‘over 30’). Se proprio devono agire, smettono di seguire quella pagina: lo fa il 50% degli ‘over 25’. Le nuove generazioni, invece, vivono in un altro mondo: il 31% s’informa sempre attraverso le piattaforme sociali, il 49% ogni tanto. Ma se si accorgono che è una bufala in tanti sanno cosa fare: il 18% la segnala agli amministratori del sito (tra i grandi lo fa solo il 5%), il 12% la commenta per avvertire che si tratta di un fake (tra gli adulti il dato è del 4%), solo il 29% smette di seguire la pagina.

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