Mercoledì 24 Aprile 2024

VASTO: L' omicidio di Italo D'Elisa sconvolge la città e distrugge tre famiglie

02/02/2017 - Redazione AbruzzoinVideo

E' una città sgomenta quella di Vasto, ancora incredula per quanto accaduto nel pomeriggio di ieri quando si è consumata una tragedia terribile, l'omicidio di un 22 enne, trucidato dal marito della donna rimasta vittima di un incidente provocato proprio da quel giovane.

 

Lui, il carnefice, Fabio Di Lello, 34 anni, davanti ad un bar in via Perth, ha sparato uccidendolo Italo D' Elisa, che sette mesi fa investì e uccise sua moglie Roberta Smargiassi, 34 anni, la giovane sul suo scooter Yamaha Sh650 si scontrò con una Fiat Punto guidata dal 22enne, all'incrocio tra Corso Mazzini e Via Giulio Cesare, a Vasto. Dopo l'impatto la ragazza si schiantò contro il semaforo che regolava l'incrocio, ricadendo pesantemente sull'asfalto. Morì in ospedale dopo il ricovero. Fabio Di Lello non riusciva a farsene una ragione, non si poteva rassegnare a quel dolore immenso,alla triste realtà di aver perso per sempre sua moglie, la donna che aveva sposato da poco con la quale avrebbe voluto condividere tutti i momenti della sua vita, creare una famiglia,essere felice. Un gesto ingiustificabile ma fortemente dettato dalla disperazione. Italo D'Elisa era imputato di omicidio stradale e il rinvio a giudizio era stato firmato alla fine del 2016, a pochi mesi dal tragico incidente, ma quell'attesa snervante di avere giustizia con il timore di non ottenerla affatto, ha innescato nella mente dell'uomo la tragica decisione di compiere un gesto irrimediabile, di ammazzare quel giovane, di trucidarlo a distanza ravvicinata, guardandolo negli occhi. Secondo indiscrezioni si sarebbero rivolti anche delle parole prima che partissero i colpi, il giovane è crollato in terra senza vita e poi la fuga disperata di Fabio Di Lello. L''uomo non si è allontanato molto ,è andato a rifugiarsi nei pressi della tomba della moglie nel cimitero di Vasto, non c'era giorno che l'uomo non andasse li . Ogni giorno da quando sono stati celebrati i funerali della sua amata moglie, Roberta, andava davanti alla lapide per accarezzare la foto della donna che aveva sposato nell'ottobre del 2015. Ed è li che i carabinieri lo hanno trovato e bloccato, dopo aver ricevuto una telefonata al 112 che segnalava una persona aggirarsi in stato confusionale tra le cappelle gentilizie e i loculi. Di Lello aveva poggiato sulla lapide della moglie la pistola calibro 9, regolarmente detenuta,con la quale aveva compiuto la sua vendetta, era contenuta in una busta di plastica trasparente. L'uomo si è consegnato senza opporre resistenza al luogotenente Antonio Castrignanò, comandante della Stazione dei carabinieri di Vasto, al quale avrebbe confessato di essere stato lui a sparare a D'Elisa. I colpi esplosi dalla semiautomatica sarebbero tre, due all'addome, uno al collo; sarà comunque l'autopsia a chiarire ogni aspetto ai fini giudiziari. "E' un fatto di cronaca che scuote le coscienze - dichiara all'ANSA il maggiore Giancarlo Vitiello, comandante della Compagna dei Carabinieri di Vasto - e fa riflettere su ciò che è accaduto. Un epilogo tragico che sconvolge tutta la città". "Italo D'Elisa, dopo aver ucciso Roberta, nell'incidente, non ha mai chiesto scusa, non ha mostrato segni di pentimento. Anzi, era strafottente con la moto. Dava fastidio al marito di Roberta. Quando lo incontrava, accelerava sotto i suoi occhi". Così, intervistato da Radio Capital, l'avvocato Giovanni Cerella, già legale di parte civile per il procedimento che riguardava l'incidente in cui aveva perso la vita la donna, ora difensore del marito. "D'Elisa - dice l'avvocato - tre mesi dopo l'incidente aveva ottenuto il permesso per poter tornare a guidare la moto, perché gli serviva per andare a lavorare". "Fabio era sotto shock, era depresso per la perdita della moglie, andava molto spesso al cimitero - spiega ancora il legale - pensava giustizia non fosse stata fatta ma incontrandolo non ho mai avuto l'impressione che stesse ipotizzando una vendetta. Sono rimasto sbalordito quando ho saputo. Lui non aveva dimestichezza con le armi". Intanto Il 34enne da ieri sera è rinchiuso in una cella del carcere di Torre Sinello a Vasto, dopo diverse ore trascorse nella caserma dei Carabinieri. L'inchiesta è condotta dal pm Gabriella De Lucia. Gli avvocati sono in attesa delle decisioni della Procura, per conoscere il capo di imputazione, la data e il luogo dove sarà tenuto l'interrogatorio di garanzia. Il magistrato dovrà consegnare in giornata l'incarico dell'autopsia a Pietro Falco, responsabile di medicina legale dell'Asl Lanciano Vasto Chieti.

CONDIVIDI: