Mercoledì 24 Aprile 2024

Turismo e Natura

Luoghi del Cuore del Fai, tra i primi dieci più votati in Abruzzo c'è il Trabocco Turchino

17/02/2023 - Redazione AbruzzoinVideo
Luoghi del Cuore del Fai, tra i primi dieci  più votati in Abruzzo c'è il Trabocco Turchino

L'antica macchina da pesca che si trova a San Vito Marina è uno dei più belli della costa abruzzese. Di proprietà comunale, del trabocco Turchino parla anche D'Annunzio nel suo Trionfo della morte.

Il Trabocco Turchino a Marina di San Vito, antica macchina da pesca tipica delle coste garganiche, molisane e abruzzesi, è stato tra i primi dieci luoghi più votati in Abruzzo nell'ambito dell'iniziativa "I luoghi del Cuore", la campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, in collaborazione con un gruppo bancario italiano. La struttura completamente realizzata in legno, prende il nome dal vicino promontorio, ed è uno dei più belli della costa di San Vito. Di proprietà comunale, del trabocco Turchino parla anche D'Annunzio nel suo Trionfo della morte. Già votato nell’edizione 2018 del censimento, il Trabocco è stato oggetto di un intervento de I luoghi del cuore. Era stato infatti in parte snaturato da un intervento realizzato in seguito a un crollo avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 luglio 2014 e in alcune parti danneggiato dalle mareggiate invernali e dalla continua sollecitazione della struttura a opera del vento. Questi i motivi per cui il Comitato “Promozione Turchino” ha guidato la raccolta voti al censimento 2018, coinvolgendo tra gli altri anche i volontari FAI della regione. La fine del restauro, che ha consentito di riportare la macchina da pesca alla sua piena fruibilità, è stato festeggiato con una presentazione al pubblico e alla stampa alla fine del mese di settembre 2022.

Al primo posto si classificata la Ferrovia del Centro Italia, Abruzzo – Umbria – Lazio Quasi a rappresentare la cintura del nostro Paese, la Ferrovia del Centro Italia si snoda tra Abruzzo, Umbria e Lazio. Percorrendo oltre 163 chilometri, da Sulmona giunge a Terni passando per L'Aquila e Rieti. Il suo punto più alto si trova in corrispondenza della Sella di Corno (989 metri s.l.m.) ed è anche quello con maggior pendenza dell’intera rete ferroviaria a scartamento ridotto. Inaugurata il 28 ottobre 1883, nei suoi quasi 140 anni di vita la ferrovia è stata essenziale per gli spostamenti dei pendolari, anche se nella seconda metà del Novecento, con lo sviluppo del trasporto su strada, ha perso la sua funzione di struttura strategica nei viaggi interregionali. Negli ultimi anni è stata riscoperta, grazie alla diffusione di un turismo lento legato agli antichi mezzi di trasporto e ai borghi che collega. In questo senso, anche i diversissimi e scenografici paesaggi che attraversa hanno molto influito sul suo rilancio: la Valle Peligna fino alle strette gole di San Venanzio (Abruzzo), la via Salaria costruita dai romani più di duemila anni fa, i campanili medievali che svettano sulla città di Rieti. E ancora, è possibile sostare a Contigliano per visitare la Chiesa Collegiata, a Greccio dove San Francesco nella notte di Natale del 1223 diede inizio alla tradizione del presepe, oppure alla Cascata delle Marmore, il più alto salto artificiale d'Europa con i suoi 165 metri di altezza. Per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di conservazione e cura di questa antica infrastruttura che ha un grande potenziale nell’ambito del turismo ferroviario, il comitato “Ferrovia del Centro Italia” si è attivato al censimento “I Luoghi del Cuore” 2022, coinvolgendo il Rotary Club di Rieti e l’Associazione Riattivati Rieti, già impegnata a far conoscere i treni storici.

Al secondo posto tra i primi dieci luoghi del Cuore del fai più votati compare la Via Crucis sulla Collina di Santa Croce, San Demetrio ne’ Vestini (AQ) Il comune di San Demetrio ne’ Vestini (AQ) si trova nell’area montana interna aquilana. È costituito da sette piccoli borghi, o “ville”, e una frazione, Stiffe, dove si trovano le omonime grotte. A partire dalla frazione di Cardabello si sviluppa una Via Crucis che si inerpica sulla brulla collina del Calvario, fino alla chiesa di Santa Croce. Il percorso devozionale, illuminato nelle ore notturne, era molto caro agli abitanti che vi salivano in processione la sera di ogni Venerdì Santo. Il comitato “Amici della Via Crucis”, di cui fanno parte la Parrocchia di San Demetrio Martire, la Croce Rossa e l’Associazione Culturale ANCeSCAO, si è impegnato nella raccolta voti nell’undicesima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” per promuovere la conoscenza del sito e la sua storia. La “Via Crucis sulla Colline di Santa Croce” è inserita nella classifica speciale “I Borghi e i loro luoghi”: San Demetrio ne’ Vestini ha infatti poco meno di 2.000 abitanti.

Al terzo posto l'Eremo e grotta di Sant’Angelo, Civitella del Tronto (TE) Nel territorio di Ripe, una frazione del borgo fortificato di Civitella del Tronto, sono state censite ben 44 grotte. Erose naturalmente nelle pendici della Montagna dei Fiori, si trovano all’inizio del sentiero per le gole del Salinello. La cavità calcarea più imponente, alta 30 metri, è quella che fu, per mille anni, dimora di eremiti e che fu dedicata a San Michele Arcangelo. Diverse grotte sono dedicate a questo Santo: la leggenda narra, infatti, che l’Arcangelo, dopo aver sconfitto Lucifero, lo relegò nelle viscere della terra. In realtà, questo luogo di culto ha un’origine molto più antica degli altari medievali qui lasciati dagli eremiti. Scavi archeologici hanno restituito importanti reperti che vanno dal Neolitico, all’età del Bronzo, fino all’età del Ferro: oltre alle incisioni rupestri, sono stati rinvenuti diversi strumenti sia in pietra che in ceramica, oggi custoditi nel Museo Archeologico di Teramo. La grotta è interessante anche dal punto di vista geologico: l'assoluta assenza di stalattiti e stalagmiti lascia evidente la successione degli strati rocciosi. Vi si contempla la magnificenza dei fenomeni naturali e la loro stretta relazione con la storia dell'uomo e del divino. Tutt’oggi il luogo è meta di pellegrinaggi: ogni anno il 1° maggio e il 29 settembre vi si celebra ancora messa.

Al quarto posto Il Panorama del Castello di Rocca Calascio, Calascio (AQ) Dallo sperone roccioso che domina il borgo di Rocca Calascio, a quota 1464 metri slm, il panorama è immenso: lo sguardo spazia dalla Catena del Gran Sasso, a Nord, fino alla Majella e al Parco Naturale del Velino-Silente. Il luogo, che si compone di una rocca fortificata, di una chiesa seicentesca ottagonale e di un borgo, è talmente suggestivo che è stato scelto come set di importanti film internazionali, quali Il nome della Rosa e Ladyhawke. La fortezza, documentata già dall’anno Mille, era utilizzata come punto di avvistamento militare. Nel XV secolo fu dotata delle quattro torri perimetrali cilindriche, costruite da Antonio Todeschini Piccolomini, capostipite di un’importante casata del Regno di Napoli. Durante il Medioevo, alle pendici della rocca, si sviluppò il borgo di Rocca Calascio: rocca e borgo compongono un unico organismo fortificato che, nel 1579, fu acquistato dai Medici. Ai giorni d’oggi il borgo è quasi del tutto abbandonato, ma gli abruzzesi sono molto affezionati al Castello di Rocca Calascio e lo hanno votato col desiderio di valorizzarlo e di renderlo ancora più noto. Il luogo rientra nella classifica speciale “I Borghi e i loro luoghi”.

Al quinto posto Il borgo di Rosciolo e le sue chiese, Magliano de’ Marsi (AQ) Il borgo di Rosciolo sorge alla sommità di una delle colline che coronano a sud la base della massiccia piramide del monte Velino. Conserva il proprio impianto medievale con resti di mura, contrafforti e porte di accesso, che invitano a scoprire gli stretti vicoli del nucleo più antico. Il nome del borgo appare nel 1080 dove la principale chiesa risulta essere registrata presso il monastero di Montecassino. All'epoca dell'incastellamento s'ingrandì ulteriormente e solo nel 1485 fu dotato di torre difensiva e di mura perimetrali costruite su progetto dell'architetto Berardino Clario il cui nome è inciso sulla porta principale del paese. Oltre alla chiesa madre S. Maria delle Grazie, poco prima del paese si trova la chiesa rurale dedicata a San Sebastiano, mentre alle falde del Velino tra querce millenarie sorge dei più interessanti esempi di arte romanica abruzzese: la chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, ricca di influenze arabo-ispaniche, bizantine e longobarde. Il Borgo è stato votato al censimento “I Luoghi del Cuore” per promuoverne la conoscenza. Il luogo rientra nella classifica speciale “I Borghi e i loro luoghi”.

Al sesto posto Il "Museo del gatto" di Teramo, unico esistente in Italia, contiene una ricca collezione fotografata e catalogata di sculture, soprammobili, dipinti, incisioni, cartoline, francobolli maschere, carte da gioco, poster libri e altro materiale ampio ed eterogeneo scelto in tutto il mondo. Inaugurato nel 2016 a Teramo nella medievale Casa Urbani del 1300 in vico del pensiero e intitolato a Paolo Gambacurta, nasce dalla passione del collezionista teramano, dal ricordo delle sorelle Rita e Bianca Maria che hanno donato la collezione all'istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise, dall'appoggio del comune di Teramo che ha messo a disposizione la dimora storica di Casa Urbani e dal sostegno economico della Regione. La collezione catalogata e fotografata dall'Istituto zooprofilattico nel 2004 è stata ceduta in convenzione al Comune di Teramo. Oggi, dopo diversi anni di abbandono, il museo rischia di chiudere. I cittadini teramani hanno raccolto voti per chiederne la riapertura.

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