Giovedì 29 Febbraio 2024

Politica

'Cinque miliardi di risparmio per le casse pubbliche': ecco la proposta di legge dell'Unione Province Italiane

22/02/2012 - Redazione AbruzzoinVideo

22 febbraio 2012. Istituzione delle Città metropolitane, già previste dal Testo Unico degli Enti locali e mai istituite; riduzione del numero delle Province; soppressione degli Enti strumentali: sono i capisaldi della proposta di Legge che l'Unione delle Province Italiane ha presentato al Governo e al Parlamento e che questa mattina a Pescara è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa dal Presidente dell'Unione delle Province abruzzesi nonché Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, dal Presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa e dai Presidenti dei Consigli Provinciali dell'Aquila Filippo Santilli e di Teramo Mauro Martino. “Questa proposta di legge - hanno detto i quattro Presidenti - rispetto ai 25 milioni di euro di risparmi previsti dall'articolo 23 del cosiddetto Decreto salva Italia - prevede una riduzione di ben 5 miliardi di euro: di tale somma 2,5 miliardi di risparmi arriverebbero dalla riorganizzazione degli Uffici pubblici statali presenti nelle singole circoscrizioni provinciali; 1,5 miliardi della cancellazione di una miriade fra consorzi, enti, società partecipate e un miliardo dalla riduzione delle Province. Comprendiamo le difficoltà e la necessità di contribuire alla riduzione della spesa pubblica - hanno detto ancora i Presidenti - questa è una proposta innovativa, che va nella direzione di aiutare il Governo del Paese, una strada lungo la quale far convergere le forze politiche e istituzionali. Il risparmio che deriva dalla cancellazione degli enti strumentali, delle agenzie, delle spa, che sono il vero costo della politica, è un risparmio immediato e tangibile, così come quello che deriva dalla riorganizzazione degli uffici pubblici. Al contrario le norme contenute nel decreto salva Italia non porteranno alcun risparmio e anzi aumenteranno la spesa pubblica gettando il territorio in una situazione di caos che potrebbe durare almeno 10 anni”.

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