Proseguono nel massimo riserbo le indagini sulla tragedia avvenuta ieri mattina all’interno dello stabilimento ex Esplodenti Sabino di Casalbordino, dove un’esplosione ha provocato la morte di Carlo Piscopo, circa 60 anni, e il ferimento di un secondo operaio.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’incidente si sarebbe verificato intorno alle ore 8, mentre Piscopo, caporeparto dello stabilimento, e il collega Gabriele Bracone erano impegnati in alcune attività all’interno dell’area esterna dell’impianto. Per cause ancora da accertare, si sarebbe sviluppato un principio di incendio tra alcuni residui di materiale presenti nella zona, seguito poi dalla violenta deflagrazione. I due operai avrebbero tentato di allontanarsi, ma l’esplosione li avrebbe investiti. Per Piscopo non c’è stato nulla da fare, mentre Bracone è stato soccorso e trasferito all’ospedale “Santissima Annunziata” di Chieti per gli accertamenti del caso. Le sue condizioni, fortunatamente, non desterebbero preoccupazione. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, impegnati nella messa in sicurezza dell’area e nei rilievi necessari a ricostruire con precisione quanto accaduto.
La Procura ha avviato gli accertamenti per individuare eventuali responsabilità e chiarire ogni dettaglio della dinamica. Il sito resta sotto osservazione, mentre gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili all’inchiesta. La tragedia riporta nuovamente l’attenzione sulla storia dello stabilimento, teatro negli anni passati di altri gravi incidenti. L’impianto, passato recentemente alla multinazionale turca Arca Defence Italy, è interessato da un percorso di riconversione industriale con un importante piano di investimenti, ma l’attività produttiva è attualmente sospesa in attesa delle autorizzazioni.
