Rientra stamane dalla Svizzera la mamma di Maria Spinelli, la 22enne di Città Sant'Angelo uccisa in una sparatoria avvenuta durante un rave party. In questi giorni in Svizzera oltre al dolore del riconoscimento della figlia il difficile compito di entrare nell’appartamento di Oftringen, nel Canton Argovia, dove Maria viveva e da cui avrebbe dovuto continuare a costruire il suo futuro. Ha dovuto raccogliere gli effetti personali della ragazza e lasciare quella casa che fino a pochi giorni fa era il luogo della sua quotidianità ma anche il luogo della su rinascita. Un momento straziante, che ha segnato un altro passaggio di questa tragedia. Ora la famiglia aspetta il rientro di Maria in Abruzzo.
La salma dovrebbe arrivare tra quattro o cinque giorni. Le procedure per il rimpatrio, secondo quanto si apprende, sarebbero state prese in carico da un ente benefico svizzero, che si occuperà anche delle relative spese. A Città Sant’Angelo è già iniziata l’attesa. La comunità si prepara a stringersi attorno alla famiglia per l’ultimo saluto alla 22enne. Il funerale dovrebbe essere celebrato nella Cattedrale di San Michele. Sarà una giornata di dolore profondo per i familiari e per l’intera comunità, ancora sconvolta da una morte assurda e improvvisa. Ma insieme al dolore c’è anche una richiesta precisa: la famiglia vuole conoscere tutta la verità sulla morte di Maria. Ieri, durante la conferenza stampa della Polizia cantonale di Argovia, sono stati illustrati nuovi elementi sull’attacco avvenuto all’ippodromo di Schachen. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 43enne svizzero arrestato avrebbe raggiunto il rave party e aperto il fuoco indiscriminatamente sulla folla, esplodendo oltre 40 colpi con un fucile d’assalto.
Maria è stata colpita a morte, mentre altre sei persone sono rimaste ferite. L’uomo, ex militare e residente nel Canton Giura, si sarebbe poi costituito alla polizia di Delémont, confessando il gesto. Gli inquirenti hanno escluso la matrice terroristica e l’ipotesi di un regolamento di conti. Il 43enne avrebbe inoltre riferito di avere da tempo problemi di salute mentale. Nella sua auto sono state trovate tre armi da fuoco. Ed è proprio su alcuni aspetti della ricostruzione che la famiglia chiede chiarezza. Il padre di Maria vuole capire fino in fondo cosa sia accaduto quella notte, perché quell’uomo abbia raggiunto il rave e aperto il fuoco sulla folla e come sia stato possibile che disponesse di un numero così elevato di armi. Interrogativi che restano sul tavolo e ai quali dovranno rispondere le indagini. Maria era arrivata in Svizzera con la voglia di cambiare vita e costruirsi un futuro. Città Sant’Angelo aspetta il ritorno di Maria. La comunità si prepara ad accoglierla e a darle l’ultimo saluto. Ma, accanto al dolore, resta una richiesta che la famiglia non intende abbandonare: sapere tutta la verità su ciò che è successo a Maria.
Miriana Lanetta
