Domenica 08 Marzo 2026

Cronaca

Silvi: 17enne vulnerabile aggredito e gettato in un cassonetto, due minorenni indagati

15/02/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Silvi: 17enne vulnerabile aggredito e gettato in un cassonetto, due minorenni indagati

Immagine repertorio

La procura per i minorenni dell’Aquila apre un fascicolo; l’assessore Roberto Santangelo: “Bullismo e violenza vanno affrontati con fermezza”

Un ragazzo di 17 anni, in condizioni di particolare vulnerabilità, è stato nei giorni scorsi vittima di un’aggressione da parte di coetanei in uno spazio pubblico della costa abruzzese.

Il giovane sarebbe stato spinto e gettato all’interno di un contenitore per rifiuti e poi colpito con un bastone mentre cercava di liberarsi. Alcune persone presenti hanno assistito all’aggressione, intervenendo per prestare aiuto e allertando le forze dell’ordine. Il ragazzo è stato trasportato al pronto soccorso, dove i sanitari hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. La procura per i minorenni dell’Aquila ha aperto un fascicolo sull’accaduto e iscritto due minorenni nel registro degli indagati. Sulla vicenda indagano i carabinieri, che stanno eseguendo accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.

Dalle istituzioni locali è arrivata una ferma condanna di ogni forma di violenza tra giovanissimi, con l’impegno a rafforzare le azioni di prevenzione e sostegno, e a garantire una risposta condivisa da parte di scuole, famiglie e comunità per contrastare il bullismo. Il padre del ragazzo ha pubblicamente ringraziato chi è intervenuto per prestare aiuto.

Sulla vicenda interviene con una nota l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Roberto Santangelo “Ho appreso con profonda indignazione e tristezza dell’aggressione subita a Silvi da un ragazzo di 17 anni con disabilità – ha dichiarato l’assessore Roberto Santangelo – Insultare, picchiare e arrivare a gettare in un cassonetto un coetaneo è una vera e propria violenza, è discriminazione, è bullismo. È una ferita inferta a tutta la nostra comunità. Probabilmente i giovani che hanno compiuto questi atti pensavano di compiere una semplice “bravata”, invece hanno commesso molto di più e non si può più ignorare comportamenti di questo tipo, che rivelano un malessere sociale che va affrontato con fermezza. Come ha ricordato il papà del ragazzo, intervenire non può essere un atto di coraggio: chi assiste a eventi di violenza come questi ha il dovere morale di agire, senza paura. Le responsabilità di chi ha compiuto tali atti saranno accertate dagli organi competenti, ma ciascuno di noi – istituzioni, famiglie, scuole e associazioni – deve impegnarsi affinché rispetto, solidarietà e inclusione diventino valori concreti nella vita quotidiana. Alla famiglia e al giovane va tutta la mia vicinanza. La Regione continuerà a sostenere iniziative di prevenzione del bullismo e della violenza giovanile, attraverso percorsi educativi, progetti nelle scuole e servizi di ascolto, perché nessun ragazzo si senta solo o indifeso nella sua fragilità, che va rispettata e tutelata”.

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