di Alessio Giancristofaro
LANCIANO (19.04.2026) - Lanciano è in Serie D. Lo scrive il campo, lo urla la curva, lo conferma un pomeriggio che sembrava normale e che, invece, diventa storia. Contro la Fucense Trasacco finisce 3-0. Partita indirizzata già nel primo tempo, con Verna e D’Eramo a mettere subito le cose in chiaro. Nella ripresa arriva anche il sigillo di Santirocco. Una vittoria netta, pulita. Quasi semplice. Ma non è lì che si gioca tutto. Perché mentre il Biondi spinge, guarda, aspetta, da fuori arriva un risultato che cambia tutto. La Renato Curi cade in casa contro la Torrese. Incredibile. Ma vero. È in quell’istante che il tempo si ferma. Che le notizie rimbalzano, che gli sguardi si incrociano, che il cuore accelera. E poi esplode. Lanciano torna in Serie D. Non è solo una promozione. È una liberazione. Dopo anni di attese, di tentativi, di strade che sembravano non portare mai davvero a destinazione, arriva il giorno in cui tutto torna al suo posto. La partita scorre via, ma resta sullo sfondo. Perché questa è una storia che si scrive anche altrove, tra risultati incrociati e speranze tenute vive fino all’ultimo. E quando arriva la certezza, non serve aggiungere altro. È il ritorno. È la fine di un’attesa. È l’inizio di qualcosa che somiglia, finalmente, a quello che Lanciano è sempre stato. E questa volta, nessuno vuole più lasciarlo andare.
