LANCIANO - Lanciano in progress. Non c’è dubbio. Ma i tre punti, per ora, possono aspettare. Perché in un campionato che non perdona, certe amnesie si pagano a caro prezzo. E la Vigor Senigallia, cinica e concreta, presenta il conto: 2-1 e terzo successo in altrettante gare.
Il Lanciano c’è, costruisce, prova a fare la partita. Il pubblico rossonero risponde sugli spalti, spinge, incita. Ma stavolta non basta.
La squadra marchigiana dell’ex Gianmarco De Feo interpreta la gara con intelligenza: pochi fronzoli, attenzione e ripartenze decise. Lascia l’iniziativa ai frentani, ma quando c’è da colpire non si fa pregare. Urso è prezioso nel disturbare la costruzione rossonera, mentre il Lanciano si affida dal primo minuto a Pinzi e ai fratelli Verna: Cristiano detta i tempi, Luca cerca anche la via della porta.
L’avvio è incoraggiante. Santirocco ha subito una buona occasione, ma trova sulla sua strada il volto del portiere ospite. Il Lanciano insiste, mostra spunti interessanti, senza però trovare il guizzo decisivo.
Poi, nel giro di cinque minuti, cambia tutto.
Al 40’ una leggerezza difensiva spalanca la strada al vantaggio marchigiano: Pesaresi non sbaglia dal dischetto. Il Lanciano accusa il colpo e, proprio allo scadere del primo tempo, arriva la seconda doccia gelata. Cambio di gioco, Celani prende la mira e lascia partire un siluro che non dà scampo a Pirini. Due a zero.
Nella ripresa i rossoneri provano a cambiare passo. Il primo affondo è di Kyremateng, poi al 14’ arriva l’episodio che riaccende partita e speranze: D’Eramo mette al centro su calcio di punizione, la traiettoria beffa tutti e il pallone finisce in rete.
Il Lanciano ci crede. Alza il ritmo, spinge, cerca il pareggio con il cuore e con la forza della disperazione. La Vigor Senigallia arretra, forse troppo, ma stringe i denti e difende il vantaggio con ordine.
È un finale di pressione rossonera, con il pubblico che prova a trascinare i suoi fino all’ultimo pallone. E proprio negli ultimi minuti arriva un episodio dubbio, non ravvisato dall’arbitro Piciucco di Campobasso. Il pubblico rumoreggia contro il direttore di gara, ma il risultato non cambia.
La Vigor Senigallia torna a casa con tre punti e il percorso netto. Al Lanciano restano gli applausi, qualche segnale incoraggiante e una lezione da mandare a memoria: il gioco può crescere, ma in questo campionato gli errori si pagano. E anche a caro prezzo.
Alessio Giancristofaro
