Pescara, 2 gennaio – La sanità abruzzese supera l’esame dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) 2024 e si conferma pienamente adempiente in tutte e tre le aree dell’assistenza sanitaria: ospedaliera, distrettuale e prevenzione.
È quanto emerge dai dati ufficiali anticipati dal Ministero della Salute al Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, che verranno pubblicati nelle prossime settimane.
Nel dettaglio, l’Abruzzo registra 75 punti nell’area ospedaliera, 73 nell’assistenza distrettuale e 80 nella prevenzione, raggiungendo così tutti gli standard fissati a livello nazionale.
Per quanto riguarda l’area ospedaliera, i punteggi più alti si concentrano su indicatori di particolare rilievo clinico, come gli interventi per tumore maligno alla mammella effettuati in reparti con elevati volumi di attività e le colecistectomie laparoscopiche con degenze inferiori ai tre giorni.
Buoni risultati anche nell’assistenza distrettuale, con valori elevati sul tasso di ospedalizzazione – in età adulta e pediatrica – per patologie croniche quali diabete, scompenso cardiaco, asma e gastroenterite, a conferma dell’efficienza del sistema di assistenza territoriale.
Nell’area della prevenzione si registrano progressi significativi sulla copertura vaccinale nei bambini fino a 24 mesi, mentre risulta pienamente rispettato l’indicatore relativo ai controlli sulla contaminazione degli alimenti.
«Questi risultati – commenta l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì – sono la dimostrazione concreta del lavoro di riorganizzazione della sanità regionale portato avanti fin dal nostro insediamento, insieme al personale delle Asl e del Dipartimento Sanità».
«Un percorso lungo e complesso, rallentato per quasi tre anni dalla pandemia – aggiunge – ma che oggi inizia a dare risultati tangibili, grazie a nuove assunzioni, all’acquisto di apparecchiature di ultima generazione e a una profonda revisione del sistema».
«C’è infine un elemento che ci rende particolarmente orgogliosi – conclude Verì –: gli indicatori Lea oggi derivano da dati oggettivi estratti dalle piattaforme ministeriali e non più da autodichiarazioni, a garanzia di trasparenza e affidabilità».
