Si chiude oggi a Pescara la due giorni di lavori dedicata a "Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche nella Governance della Salute", il convegno promosso e organizzato in sinergia dagli Ordini provinciali OPI di Pescara e OPI di Chieti negli spazi del MicHub. Un appuntamento di rilievo nazionale che ha riunito esperti, docenti universitari e rappresentanti dell’ordinistica per fare il punto sui cambiamenti strutturali e normativi che stanno ridefinendo il profilo e le competenze dell’infermiere nel Servizio Sanitario Nazionale.
Nuove lauree magistrali: la svolta clinica della professione
Tra i temi portanti dell'assise spicca la riforma dei percorsi accademici. Come evidenziato durante gli interventi, l'avvio della laurea magistrale articolata nei tre indirizzi clinici (cure primarie/territoriali, area intensiva/critica e neonatologia/pediatria) rappresenta una svolta epocale. Nel giro di due anni il sistema potrà contare su infermieri specialisti ad alta qualificazione clinica, capaci di dare risposte concrete alla gestione delle cronicità, della multipatologia e alla continuità ospedale-territorio.
Resta però aperta la sfida contrattuale e organizzativa: definire con chiarezza l'inquadramento di questi nuovi professionisti all'interno delle aziende sanitarie affinché le competenze acquisite vengano pienamente integrate e valorizzate nell'assistenza quotidiana.
Nomenclatore, Lea e linguaggio standardizzato
La sessione odierna ha invece acceso i riflettori su un nodo storico della professione: la visibilità e la valorizzazione economica e organizzativa dell'atto infermieristico nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Nonostante l'enorme mole di attività assistenziali svolte ogni giorno tra reparti e territorio, tali prestazioni non trovano ancora una formale quantificazione all'interno del nomenclatore tariffario nazionale.
Per colmare questo vuoto, i relatori hanno insistito sulla necessità di adottare rapidamente un linguaggio standardizzato e sistemi di documentazione tracciabili. Senza dati strutturati nei flussi informativi sanitari, l’attività infermieristica rischia infatti di rimanere "invisibile" ai decisori politici e programmatori regionali, compromettendo una reale misurazione degli esiti di salute.
L’evento di Pescara segna così un passo decisivo: non una semplice riflessione corporativa, ma un piano d’azione strategico per rendere gli infermieri protagonisti a pieno titolo delle scelte di salute pubblica e delle politiche sanitarie del Paese.
