Giovedì 17 Settembre 2026

Sanità

Paziente con doppio tumore operato a quattro mani all’ospedale Renzetti di Lanciano

22/05/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Paziente con doppio tumore operato a quattro mani  all’ospedale Renzetti di Lanciano

Il doppio intervento è stato eseguito dell’équipe chirurgica diretta da Vincenzo Casolino di Lanciano e dall’urologo Roberto De Thomasis, responsabile dell’Urologia dell’ospedale di Chieti.

Due chirurghi di discipline diverse all’opera per eseguire un intervento su un paziente con una doppia neoplasia, al retto e al rene destro. E’ successo all’ospedale di Lanciano, dove a un 65enne residente in un comune limitrofo erano stati diagnosticati tumori sincroni, vale a dire lesioni maligne scoperte simultaneamente ma indipendenti l’una dall’altra e originate da cellule diverse.

Una volta completata la valutazione diagnostica con Tac total body e Risonanza magnetica, oltre agli esami ematici, il paziente è stato sottoposto a un delicato intervento: i chirurghi hanno effettuato la resezione di parte del colon e del retto, con immediata riconnessione della continuità e della funzionalità intestinale. Parallelamente è stata effettuata la nefrectomia parziale, vale a dire l’asportazione della metà superiore del rene. Il doppio intervento è stato eseguito dell’équipe chirurgica diretta da Vincenzo Casolino di Lanciano e dall’urologo Roberto De Thomasis, responsabile dell’Urologia dell’ospedale di Chieti. Il decorso post operatorio è risultato del tutto regolare e il paziente è stato già dimesso, dopo alcuni giorni di degenza.

“E’ la prima volta che un caso così complesso viene condiviso collegialmente da unità operative di due diversi ospedali - commenta Casolino - evitando che lo stesso paziente venisse operato in due tempi, o, peggio, fosse costretto a migrare. E’ giusto, quindi, sottolineare lo spirito di collaborazione e la disponibilità dimostrati dall’urologo che ci ha permesso di eseguire l’intervento nel nostro ospedale. Un bell’esempio di integrazione multidisciplinare tra due specialistiche nella gestione comune di casi così complessi, nell’interesse prioritario del paziente”.

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