Giovedì 12 Marzo 2026

Sanità

Paventata chiusura del centro trasfusionale di Vasto, interviene l'Avis provinciale di Chieti

15/02/2020 - Redazione AbruzzoinVideo
Paventata chiusura del centro trasfusionale di Vasto, interviene l'Avis provinciale di Chieti

"La nuova organizzazione non avrà alcun impatto né sui donatori, né sui pazienti e se adeguatamente realizzata, non potrà che portare miglioramenti".

"Carissimi Donatori e carissime Donatrici, in questi giorni sono state diffuse sui media locali notizie in merito alla riorganizzazione della rete trasfusionale della ASL Lanciano – Vasto – Chieti che hanno destato molta preoccupazione tra i donatori di sangue e i pazienti." E' quanto scrive l'Avis provinciale di Chieti, che vede alla presidenza la dottoressa Silvana Di Palma, che con una nota intende fare chiarezza e rassicurare tutti precisando meglio i termini della questione. "Come sapete già, da tempo la ASL di Lanciano – Vasto – Chieti aveva in progetto di centralizzare le attività di lavorazione e qualificazione biologica del sangue in un'unica struttura denominato OFFICINA TRASFUSIONALE. Resta assolutamente immutata l’attuale organizzazione per la raccolta del sangue e per la gestione della terapia trasfusionale, erogata sia in ambulatorio in costanza di ricovero.- continua l'Avis provinciale di Chieti - Quindi la nuova organizzazione non avrà alcun impatto né sui donatori, né sui pazienti. In particolare, visto che l’officina lavorerà su due turni e anche la domenica, questo consentirà di ampliare l’orario della raccolta del sangue in tutti i Centri di Raccolta, con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze di via e di lavoro di tutti i donatori. Nessuna preoccupazione infine - continua la nota - per il trasporto del sangue che già da tempo è attivo e collega tutti i Centri di Raccolta sparsi sul territorio provinciale con i tre laboratori di produzione. I mezzi sono stati specificamente adeguati e certificati per il trasporto del sangue dei donatori. In conclusione - dice l'Avis provinciale di Chieti - la riorganizzazione proposta riteniamo che, se adeguatamente realizzata, non potrà che portare miglioramenti per i donatori e pazienti".

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