Mercoledì 11 Febbraio 2026

Sanità

Liste d’attesa infinite? L’Abruzzo risponde con gli open day della sanità

21/10/2025 - Redazione AbruzzoinVideo
Liste d’attesa infinite? L’Abruzzo risponde con gli open day della sanità

Sabato e Domenica visite e prestazioni straordinarie negli ospedali per abbattere i tempi biblici. L’assessore Verì: “Non risolviamo tutto, ma è una buona pratica da ripetere. E il problema non è solo nostro”

Finalmente qualcosa si muove. Dopo mesi di proteste, segnalazioni e malumori, la Regione Abruzzo scende in campo contro l’eterno incubo delle liste d’attesa negli ospedali. E lo fa con una mossa concreta: open day sanitari e prestazioni straordinarie nei weekend, per accelerare visite ed esami e ridare un po’ di fiducia ai cittadini che da troppo tempo si sentono abbandonati nei corridoi del Cup.

Il piano, illustrato a Pescara dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, affiancata dai vertici delle Asl abruzzesi, partirà già da sabato 25 ottobre. Ogni azienda sanitaria ha messo in campo un piano d’attacco calibrato sul proprio territorio, con medici e operatori che – sì, anche nei fine settimana – apriranno ambulatori e sale diagnostiche per smaltire gli arretrati.

La Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sarà la prima a partire, con due open day (25 ottobre e 8 novembre) e 720 sedute straordinarie.

A Pescara, domenica 26 ottobre, spazio a 100 visite dermatologiche, mentre il 13 dicembre sarà la volta delle ecografie muscolo-scheletriche. Anche qui scatterà il “regime aggiuntivo” per i dipendenti, con ore extra per gli specialisti e nuovi contratti convenzionali.

A Teramo, sabato e domenica, focus sulla diagnostica ecografica delle carotidi: previsti 420 esami in due giorni, con il coinvolgimento di tutti gli specialisti del settore. Dietro l’iniziativa, un’idea chiara: non si risolve tutto, ma si inverte la rotta.

«Quella delle liste d’attesa – spiega Verì – è una questione comune a tutte le regioni italiane, che non riguarda solo l’Abruzzo e che alla base sconta fattori non sempre gestibili dalle amministrazioni. Al di là delle facili strumentalizzazioni politiche, il problema è complesso e va affrontato con strumenti coordinati e complementari. Siamo consapevoli che queste iniziative, da sole, non bastano, ma sono una buona pratica da ripetere ogni volta che sarà possibile».

E serve farlo, eccome. Perché i numeri fanno tremare i polsi: 57% di rifiuti alle prenotazioni (quasi sempre per sedi non gradite o date impossibili) e fino al 40% di “drop out”, ossia pazienti che prenotano e poi non si presentano né disdicono.

Su oltre 585mila richieste registrate nei primi sei mesi del 2025, 335mila sono state rifiutate. Un’emorragia organizzativa che rallenta tutto il sistema. Eppure qualche segnale positivo c’è. Da gennaio a settembre, su oltre 1,2 milioni di prestazioni erogate, la percentuale di quelle garantite nei tempi di legge è salita: dal 74 al 91% per le urgenze, dal 46 al 78% per le “brevi”, e quasi al 90% per le programmabili. Un progresso che la Regione attribuisce alle misure di razionalizzazione introdotte negli ultimi mesi: Cup unico regionale, Pdta condivisi con i privati accreditati, e richiami automatici per chi dimentica la prenotazione. Insomma, la macchina sanitaria abruzzese prova a cambiare passo. Serviranno costanza, risorse e, soprattutto, senso civico. Perché se il sistema deve funzionare meglio, anche i cittadini devono fare la loro parte: disdire, rispettare i turni, presentarsi agli appuntamenti.

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