Domenica 08 Marzo 2026

Sanità

Intervento multidisciplinare a Vasto, malata di Parkinson recupera autonomia

25/02/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Intervento multidisciplinare a Vasto, malata di Parkinson recupera autonomia

L'intervento multidisciplinare salva la qualità di vita a paziente con Parkinson: équipe integrata restituisce autonomia a una donna di 61 anni con malattia in fase avanzata.

Un intervento complesso, costruito su misura, che segna un punto importante nella gestione delle fasi avanzate della malattia di Parkinson in Abruzzo. All’ospedale di Vasto una donna di 61 anni, affetta da Parkinson da 15 anni, è stata sottoposta con successo al posizionamento di PEG-J terapeutica per l’infusione continua di terapia dopaminergica, una procedura che consente la somministrazione diretta nel digiuno del farmaco “Duodopa”, considerato il gold standard nella terapia della patologia. Terapia continua per stabilizzare i sintomi La PEG-J permette l’infusione costante del gel intestinale attraverso una pompa, aumentando in modo stabile la disponibilità della dopamina, neurotrasmettitore fondamentale per il controllo motorio.

Il risultato? Riduzione delle fluttuazioni motorie, miglioramento della sintomatologia e un recupero concreto della qualità di vita. Nel caso specifico, però, l’intervento presentava una criticità significativa: la paziente era affetta da una voluminosa ernia jatale che rendeva impossibile il posizionamento della sonda per via endoscopica tradizionale. Procedura in due tempi nella stessa seduta operatoria È qui che è entrato in gioco il lavoro di squadra. La procedura è stata realizzata grazie alla stretta collaborazione tra Clinica Neurologica, Endoscopia Digestiva e Chirurgia dell’ospedale di Vasto, in un approccio multidisciplinare che ha unito competenze altamente specialistiche e pianificazione condivisa. In un’unica seduta operatoria si è proceduto in due fasi: il chirurgo ha creato l’accesso chirurgico per via laparoscopica, liberando l’area gastrica dalle aderenze; successivamente la gastroenterologa ha posizionato la sonda PEG-J per via endoscopica in sede digiunale.

Una procedura non standard, affrontata con precisione clinica e forte attenzione alla persona, accompagnata in ogni fase del percorso terapeutico. “Restituire autonomia e dignità” «Questo intervento rappresenta pienamente il valore del lavoro multidisciplinare nella gestione delle fasi avanzate della malattia di Parkinson», sottolinea Sara Varanese, referente del Centro Parkinson e terapie complesse della Clinica Neurologica di Vasto. «Quando competenze diverse sanno dialogare e la persona resta davvero al centro del percorso di cura, è possibile ottenere risultati clinici importanti e, soprattutto, restituire autonomia e dignità di vita ai pazienti».

Il risultato clinico è stato significativo: la paziente ha registrato un netto miglioramento motorio e ha recuperato un livello concreto di autonomia nelle attività quotidiane, tornando a gesti e routine che la malattia aveva progressivamente limitato. Soddisfazione anche da parte del direttore generale della Asl, Mauro Palmieri: «Sinergie come quella sperimentata a Vasto danno forza all’offerta assistenziale, valorizzano le competenze e soprattutto pongono davvero al centro il malato. Un principio semplice ma fondamentale nei percorsi di cura». Un intervento che dimostra come, anche in contesti territoriali, l’integrazione tra specialità possa fare la differenza nelle patologie neurodegenerative complesse.

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