Quindici anni di accoglienza, assistenza e vicinanza alle persone più fragili. Una giornata intensa e carica di emozione quella vissuta ieri all'Hospice Alba Chiara di Lanciano, che ha celebrato il suo quindicesimo anniversario di attività insieme agli operatori, ai volontari, alle istituzioni e alle famiglie che in questi anni hanno condiviso un percorso fatto di cura e umanità.
Un traguardo particolarmente significativo per una struttura che ha fatto la storia della sanità regionale, essendo stata la prima realtà hospice ad aprire in Abruzzo e diventando nel tempo un punto di riferimento per le cure palliative e il sostegno ai malati e ai loro familiari. Alla cerimonia hanno partecipato il responsabile della struttura Gianni Massimini, il personale sanitario e assistenziale, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari, i volontari e le associazioni che collaborano quotidianamente con l'hospice.

Presenti anche il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Mauro Palmieri, il sindaco di Lanciano Filippo Paolini e l'arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, monsignor Emidio Cipollone. Dopo la celebrazione della Santa Messa, la giornata è proseguita con momenti di riflessione e condivisione dedicati al valore delle cure palliative e all'importanza della rete umana che ogni giorno sostiene pazienti e famiglie.
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A fare da filo conduttore all'intera manifestazione è stato il tema scelto per l'anniversario: "Il filo d'oro: 15 anni di legami, cura, presenza", un'immagine simbolica che racchiude il senso più profondo dell'esperienza dell'Hospice Alba Chiara. «Quando parliamo di strutture come questa, la parola "festa" potrebbe sembrare a qualcuno insolita o poco opportuna. Ma chi conosce l'Hospice sa che oggi stiamo celebrando la vita, la dignità e l'umanità nel loro significato più autentico. Quindici anni non sono solo un traguardo temporale o un dato statistico della nostra Asl; sono un patrimonio di storie, di volti e di mani che si stringono», ha affermato il direttore generale Mauro Palmieri.

Parole di profonda riconoscenza sono state rivolte da Palmieri a tutti coloro che operano all'interno della struttura. «Questa struttura, per quanto accogliente, rimarrebbe fredda senza le persone che la animano. Il mio ringraziamento più profondo va a tutta la squadra: ai medici, agli infermieri, agli OSS, agli psicologi, agli assistenti spirituali e a tutti i meravigliosi volontari. Grazie per la vostra straordinaria professionalità, ma soprattutto per la vostra compassione, che non è commiserazione, ma la capacità di soffrire con l'altro, di condividere il peso del cammino». Il direttore generale ha poi richiamato il significato del "filo d'oro", simbolo scelto per celebrare questo importante anniversario. «Nella tradizione antica, il filo d'oro è ciò che unisce ciò che è prezioso, ciò che ripara le ferite rendendole uniche, come nell'arte del kintsugi. E l'Hospice fa esattamente questo: non si limita a curare la malattia quando la medicina non può più guarire, ma si prende cura della persona, tessendo una trama di relazioni che sostiene il paziente e la sua famiglia nel momento più fragile».
Un'immagine potente che racconta il lavoro silenzioso e prezioso svolto ogni giorno all'interno della struttura. «Quindici anni fa è stato teso il primo tratto di questo filo d'oro. Giorno dopo giorno, notte dopo notte, lo avete intrecciato con dedizione, trasformando l'Hospice in un luogo di luce, proprio come suggerisce il nome "Alba Chiara". L'impegno della Direzione generale è quello di continuare a sostenere e proteggere questo filo, affinché la cultura delle cure palliative e del sollievo continui a crescere e a illuminare la nostra sanità», ha concluso Palmieri. L'anniversario ha rappresentato non soltanto un momento celebrativo, ma anche l'occasione per riaffermare il valore di una struttura che da quindici anni accompagna con professionalità, sensibilità e rispetto le persone nella fase più delicata della loro esistenza, confermando il ruolo fondamentale delle cure palliative all'interno del sistema sanitario e della comunità.
