Un archivio sanitario digitale sempre disponibile, consultabile ovunque e in qualsiasi momento, capace di migliorare cure, prevenzione e assistenza. È il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, il sistema che raccoglie tutta la documentazione clinica dei cittadini e che oggi rappresenta uno degli strumenti più importanti della sanità digitale italiana.
Per renderlo realmente operativo, però, è fondamentale autorizzare il consenso alla consultazione, permettendo così ai professionisti sanitari del Servizio Sanitario Nazionale di accedere alle informazioni cliniche necessarie per la presa in carico del paziente. A ribadire il valore di questo strumento è la dottoressa Gianna Impicciatore, ginecologa dell’Ospedale Renzetti. “Il Fascicolo Sanitario Elettronico è un supporto concreto sia per i medici che per i pazienti – sottolinea – perché consente di avere a disposizione la storia clinica aggiornata della persona, migliorando l’organizzazione delle cure e la continuità assistenziale”.
Il sistema raccoglie referti, visite, prescrizioni, esami diagnostici e ricoveri, seguendo nel tempo il percorso sanitario dell’assistito. Un vantaggio importante anche per evitare smarrimenti di documenti cartacei o ritardi nel reperire informazioni essenziali. “In ambito specialistico – aggiunge la dottoressa – poter consultare rapidamente esami e precedenti clinici consente di offrire cure più mirate e appropriate. È uno strumento che aumenta la sicurezza e migliora il dialogo tra le diverse strutture sanitarie”. Per attivare il consenso basta accedere al portale Abruzzo Sanità o alla Web App Abruzzo Sanità Online tramite SPID, CIE o Tessera Sanitaria-CNS e autorizzare la consultazione nella sezione dedicata del Fascicolo.
Ogni accesso effettuato dai professionisti sanitari viene registrato e motivato, garantendo piena trasparenza per il cittadino. La sanità digitale accelera il passo e il Fascicolo Sanitario Elettronico si candida a diventare uno degli strumenti centrali dell’assistenza moderna. Ma per funzionare davvero ha bisogno della partecipazione dei cittadini: un semplice consenso può trasformarsi in una tutela concreta della propria salute.
