Venerdì 18 Ottobre 2019

Sanità

Confronto sull’Emodinamica di Chieti e l’organizzazione del Dipartimento Cuore

05/10/2019 - Redazione AbruzzoinVideo
Confronto sull’Emodinamica di Chieti e l’organizzazione del Dipartimento Cuore

nella foto da sinistra Thomas Schael, Nicola Maddestra, Antonio Colombo e Marco Zimarino

Confronto tra Thomas Schael e il superesperto Antonio Colombo sull’Emodinamica di Chieti e l’organizzazione del Dipartimento Cuore

È stato indicato tra i sei scienziati italiani più influenti al mondo dall’“European Journal of Clinical Investigation” e, al termine di una lezione della Scuola di specializzazione in Cardiologia all’Università di Chieti, ha incontrato il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael. Già primario di Emodinamica e Cardiologia interventistica all’Istituto scientifico San Raffaele di Milano nonché membro del Consiglio superiore di Sanità fino allo scorso dicembre, il professor Antonio Colombo si è confrontato con Schael in particolare sui temi della programmazione e dell’organizzazione della rete di emergenza cardiologica. Colombo ha evidenziato che, secondo le linee guida internazionali, per dare ai pazienti un minimo di garanzia sull’esperienza dei cardiologi e sull’esito positivo degli interventi, un centro di emodinamica deve eseguire almeno 250 procedure l’anno. «Potrebbe essere più deleterio per il paziente subire un intervento invasivo in una struttura priva della necessaria esperienza - ha affermato Colombo - che arrivare mezz’ora più tardi in un laboratorio di Emodinamica con le giuste competenze. Anche la creazione di un nuovo centro giustificato dalla gestione di qualche decina di urgenze non ha senso, in quanto né efficiente né etico proprio nell’interesse del paziente e della sua sicurezza». Nel corso dell’incontro Nicola Maddestra, direttore dell’Emodinamica diagnostica e interventistica dell’ospedale di Chieti, e il cardiologo Marco Zimarino, hanno colto l’occasione per illustrare l’organizzazione del servizio. A Chieti, nell’ambito del “Polo del cuore” è collocato il centro hub con l’Emodinamica, l’unità coronarica con la sub-intensiva e il reparto di Cardiologia, la Cardiochirurgia e la Chirurgia vascolare mentre a Lanciano e Vasto vi sono due Unità coronariche. Nicola Maddestra ha illustrato l’attività della sua unità operativa, dove nel 2018 sono state eseguite 1.650 coronarografie e 750 angioplastiche coronariche, di cui 285 in pazienti con infarto miocardico acuto. Dovendo assicurare una continuità assistenziale l’Emodinamica è attiva 24 ore su 24 e sette giorni su sette, in modo da soddisfare tutte le richieste, in urgenza e programmate, provenienti da tutte le Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) della Asl. In particolare è stato attivato un percorso diagnostico/terapeutico nei pazienti con NSTEMI, ossia pazienti nei quali la coronarografia è programmabile entro 24/72 ore, provenienti in ambulanza dalle Utic di Lanciano e Vasto che a fine procedura vengono ri-trasferiti alle Utic di provenienza. Nel corso del 2018 questo protocollo ha permesso di eseguire 170 procedure nei pazienti provenienti dall’Utic di Lanciano e 77 pazienti da Vasto. Per quanto riguarda le procedure in urgenza, in particolare quelle nei pazienti con infarto miocardico acuto, la tempestività della diagnosi è assicurata dalla presenza delle ambulanze del 118 medicalizzate presenti sul territorio e dall’elisoccorso. Tutti i mezzi sono dotati di un elettrocardiografo che permette di effettuare la diagnosi di infarto e quindi di trasportare immediatamente il paziente presso l’Emodinamica di Chieti per essere sottoposti alla procedura di angioplastica coronarica primaria in modo efficace e in sicurezza. Nel 2018 sono stati trattati 75 pazienti con infarto miocardico acuto provenienti da Lanciano e 52 pazienti provenienti da Vasto. Essendo questi ultimi pazienti in condizioni cliniche instabili, a fine procedura vengono tutti ricoverati presso l’Utic di Chieti. Su proposta del professor Colombo, il direttore generale ha convenuto che i pazienti vengano trasferiti, se le condizioni cliniche lo permettono, presso le Utic di pertinenza (il cosiddetto back transport), in modo da riportare il paziente nel suo “territorio” con indubbi vantaggi logistici anche per le famiglie. Chi è Antonio Colombo Già primario di Emodinamica e Cardiologia interventistica all’Istituto scientifico San Raffaele di Milano nonché membro del Consiglio superiore di Sanità fino allo scorso dicembre, Antonio Colombo è attualmente professore straordinario a tempo determinato di Malattie dell’Apparato cardiovascolare e dell’Apparato respiratorio all’Università “Vita-Salute” dell’Ospedale San Raffaele di Milano. E’ inoltre visiting assistant professor of Medicine al Columbia University Hospital di New York e attending cardiologist presso lo Stamford Medical Hospital di Stamford (Connecticut, Usa). Fa parte dell’editorial board di numerose riviste scientifiche internazionali ed è membro di società scientifiche in tutto il mondo. Ha ottenuto riconoscimenti per la sua attività in diversi Paesi europei, negli Stati Uniti, Corea del Sud e in Cina. Nel 2014 lo “European Journal of Clinical Investigation” lo ha indicato tra i sei scienziati italiani più influenti al mondo.

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