"Quanto accaduto ieri a Torino non è una manifestazione di dissenso, ma un atto delinquenziale di una gravità estrema. Oltre 100 servitori dello Stato feriti rappresentano un bilancio di guerra che non può restare impunito". Così interviene Giovanni Finoro, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia di Fossacesia, già assessore alla Sicurezza dell'Amministrazione comunale di Fossacesia, in merito agli scontri scatenati dai militanti pro Askatasuna.
"La mia solidarietà più profonda va ai 96 poliziotti, ai 7 militari della Guardia di Finanza e ai 5 carabinieri rimasti coinvolti. In particolare — prosegue Finoro — il mio pensiero va al giovane agente di 29 anni e al suo collega selvaggiamente pestati e ora ricoverati alle Molinette. Da ex assessore che ha fatto della sicurezza e del sostegno costante alle Forze dell'Ordine il fulcro del proprio mandato, provo sdegno di fronte a tale ferocia gratuita".
Finoro sottolinea l'importanza della presenza istituzionale a Torino: "La visita della Premier Giorgia Meloni in ospedale è il segnale che lo Stato non arretra di un millimetro. Condivido pienamente la necessità, annunciata dal Presidente del Consiglio, di valutare nuove e più stringenti norme nel decreto sicurezza. È giunto il momento di dare una risposta ferma: servono misure più pesanti per fermare questa violenza cieca e ripristinare le regole in questa Nazione".
Per dare seguito alle parole con i fatti, Giovanni Finoro annuncia la piena mobilitazione locale: “Qualsiasi iniziativa il Partito riterrà opportuno promuovere a livello nazionale o regionale, il coordinamento di Fossacesia sarà pronto a scendere sul campo per sostenerla con ogni mezzo. Non resteremo a guardare”. A sostegno della posizione di Finoro, si schiera compatto tutto il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia e i militanti, pronti a far sentire la propria voce a difesa della legalità.
In conclusione, il coordinatore cittadino di FdIlancia un monito: "Chi aggredisce un uomo in divisa aggredisce l'Italia intera. Non possiamo più permettere che certi centri sociali o frange delinquenziali pensino di essere al di sopra della legge. Servono azioni concrete e pene esemplari per porre fine, una volta per tutte, a episodi di tale brutalità".
