«Marsilio, fermati ed ascoltaci». È uno stop chiaro e perentorio quello rivolto al presidente della Regione Abruzzo dal Polo Civico di Lanciano, che scende in campo con fermezza contro la proposta di riforma della legge elettorale regionale. Nel mirino dei consiglieri frentani c'è l'ipotesi del collegio unico, accusata di voler accentrare il potere politico e di cancellare la voce delle realtà locali, delle aree interne e delle città di medie dimensioni a vantaggio delle grandi concentrazioni urbane e dei partiti più strutturati.
«La legge elettorale che Marsilio vuole imporre all’Abruzzo favorisce certamente ed in via prevalente solo gli attuali assessori regionali e i consiglieri uscenti, o comunque quei candidati che abbiano notevoli risorse economiche per affrontare i costi aggravati da una campagna su scala regionale», attaccano gli esponenti del civismo lancianese. Un meccanismo che, secondo il gruppo consiliare, rischia di ridurre «tutti gli altri candidati a meri fantocci inseriti nelle liste solo a scopo riempitivo», rendendo di fatto «impossibile avere un rappresentante regionale dei Comuni delle aree interne, dei piccoli centri montani e di realtà fondamentali come Lanciano, Vasto, Chieti, Avezzano, Giulianova e Roseto».
Il timore espresso è quello di una deriva accentratrice che finirebbe per marginalizzare interi territori. «Dalle nostre parti, in provincia di Chieti, il rischio concreto è la "pescarizzazione" della rappresentanza, con consiglieri regionali che verranno eletti quasi esclusivamente dal bacino pescarese», avvertono i consiglieri, criticando al contempo anche le indiscrezioni sul possibile inserimento di tre nuovi assessori regionali, una misura ritenuta del tutto ingiustificata in «una Regione con pochi abitanti e in continuo calo demografico».
Per fare muro contro il progetto della giunta regionale, il Polo Civico di Lanciano ha scelto di unire le forze con il fronte guidato dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pancrazio, e dai Comuni della Marsica, rivolgendo un appello corale ai primi cittadini e ai Presidenti di Provincia affinché convocino le rispettive assemblee per far sentire la voce dei territori «prima che venga spenta del tutto». La battaglia approderà presto anche nell'aula consiliare di Lanciano attraverso un ordine del giorno formale. «Non vogliamo tornare ad essere abruzzesi vassalli e valvassori», concludono il capogruppo Carlo Ciccocioppo insieme ai consiglieri Eugenio Caporella, Gabriele Di Bucchianico ed Enzo Di Diego, invitando tutte le forze politiche cittadine, sia di maggioranza che di opposizione, a prendere una posizione netta e coesa «a tutela della rappresentanza politica di Lanciano e dell'intero Abruzzo».
