Non si è fatta attendere la replica del consigliere provinciale Scopino al comunicato diffuso dal gruppo di opposizione "La Provincia che Vogliamo", che al termine del Consiglio provinciale aveva definito deludenti le linee programmatiche illustrate dal presidente Francesco Menna, parlando di assenza di visione strategica, criticando la gestione della viabilità e facendo riferimento anche a un presunto duro confronto tra lo stesso Scopino e il consigliere Camillo D'Amico Radica. In una nota, Scopino definisce il documento del centrodestra "ingeneroso e a tratti menzognero", contestando innanzitutto l'affermazione secondo cui Menna governerebbe la Provincia da dieci anni.
"È totalmente falso – afferma – perché il presidente è stato eletto per la prima volta nel dicembre 2021". Il consigliere ricorda inoltre che, nelle ultime elezioni provinciali, Menna è stato riconfermato con oltre 51 mila voti ponderati, circa 12 mila in più rispetto al candidato del centrodestra, un risultato che, a suo giudizio, rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto. Scopino respinge poi anche la ricostruzione relativa ai lavori dell'Assise, negando che vi sia stato un acceso scontro con Radica. "Si è trattato di un brevissimo scambio di opinioni", precisa, sostenendo che sia stata invece l'opposizione a strumentalizzare l'episodio chiedendo la sospensione della seduta. Una volta ripresi i lavori, osserva, il Consiglio ha approvato in pochi minuti i punti rimasti all'ordine del giorno.
Quanto alle critiche sulle linee programmatiche, il consigliere richiama le difficoltà economiche delle Province, ricordando i tagli alle risorse destinati agli enti provinciali e sostenendo che la riduzione dei fondi per la manutenzione stradale stia producendo effetti in tutta Italia. A sostegno della propria tesi cita anche le dichiarazioni dell'ex ministro Claudio Scajola, che ha espresso preoccupazione per le ripercussioni dei tagli sulla sicurezza della viabilità. Infine, sul tema dello sfalcio dell'erba lungo le strade provinciali, uno dei punti sollevati dall'opposizione, Scopino spiega che il ritardo è legato alla scelta dell'amministrazione di procedere con una gara d'appalto triennale, anziché con il tradizionale affidamento diretto. Le buste, ricorda, sono state aperte il 25 maggio e, una volta completate le procedure amministrative, i lavori prenderanno il via.
