Mercoledì 18 Febbraio 2026

Politica

Polemiche e attacchi dalle opposizioni per la nomina dal ministro Giuli di Laura d'Ambrosio, interviene Marsilio

23/01/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Polemiche e attacchi dalle opposizioni per la nomina dal ministro Giuli di Laura d'Ambrosio, interviene Marsilio

Il governatore Marsilio difende la decisione e denuncia un attacco strumentale. La stessa D’Ambrosio respinge le accuse, ricordando che l’episodio scolastico non fu oggetto di sanzioni perché riconosciuto come attività a fini didattici e non come apologia del fascismo."

 

Fa discutere la decisione del ministro della Cultura Alessandro Giuli di nominare Laura D’Ambrosio nel Consiglio di amministrazione dei Musei archeologici nazionali di Chieti. D’Ambrosio, oggi dirigente scolastica, era finita al centro delle polemiche per un episodio avvenuto nel 2016 all’Istituto comprensivo di Nereto, dove durante un’attività didattica per la Giornata della Memoria alcuni alunni cantarono “Faccetta Nera”.

La vicenda era già riemersa nel dibattito politico due anni fa, quando D’Ambrosio si candidò alle elezioni regionali con il centrodestra a sostegno del presidente Marco Marsilio. Ora la nomina ha riacceso le critiche del Partito Democratico, che parla di scelta inopportuna e di possibile “ricompensa politica”, come sottolineato dal deputato Luciano D’Alfonso.

Di segno opposto la reazione di Fratelli d’Italia: il governatore Marsilio difende la decisione e denuncia un attacco strumentale. La stessa D’Ambrosio respinge le accuse, ricordando che l’episodio scolastico non fu oggetto di sanzioni perché riconosciuto come attività a fini didattici e non come apologia del fascismo."

Il presidente della a regione con una lunga nota esprime la sua solidarietà, parlando di un'aggressione squadristica da parte del Pd.

"Nel ringraziare il Ministro Alessandro Giuli per la nomina del CdA dei Musei Archeologici Nazionali di Chieti, voglio esprimere la mia solidarietà alla prof.ssa Laura D’Ambrosio, oggetto di una vera e propria aggressione squadristica da parte del Partito Democratico, prontamente rilanciata da ‘Repubblica’. Aggressione che si fonda su una calunnia e una mistificazione che va avanti da ormai tre anni, alimentata dal ‘grave torto’ che D’Ambrosio ha avuto di volersi candidare alle scorse regionali a mio sostegno. Perché, come è noto, se gli uomini e le donne impegnati nel mondo della scuola, dell’Università, della cultura, dell’arte e dello spettacolo si candidano con la sinistra diventano un modello di impegno civico e il loro contributo nobilita la politica e il partito in cui militano. Se accade lo stesso a destra, si chiama ‘occupazione del potere’ e si grida alla strumentalizzazione delle istituzioni culturali.
Come dimostrato già nel 2024, nella scuola diretta da D’Ambrosio a nessun bambino fu mai ‘imposto di cantare Faccetta Nera’, come il fanfarone deputato del Pd D’Alfonso oggi torna ad accusare. La D’Ambrosio, ricevuta la denuncia di un fatto così grave, attivò prontamente il relativo procedimento disciplinare. Nel corso del quale la docente ‘incriminata’ dimostrò abbondantemente che non ci fu alcuna apologia, né venne ‘imposto’ alcunché agli studenti, ai quali la canzone venne fatta conoscere solo per ricostruire il contesto culturale e sociale dell’epoca, debitamente introdotta da una chiara stigmatizzazione negativa. Peraltro, la docente accusata di ‘nostalgie fasciste’ si era contraddistinta sin dal 2016 per numerose e ripetute iniziative di rievocazione e celebrazione della Giornata della Memoria e di altre date simboliche della Resistenza e dell’antifascismo, in collaborazione con la locale sezione dell’ANPI. Per questo, e dopo due occasioni di incontro e chiarimento con i genitori della classe, il caso venne chiuso e archiviato. Ma, pur di attaccare il sottoscritto, quando la D’Ambrosio si è candidata alle regionali per sostenermi, la macchina del fango è ripartita, come se nulla fosse. Tornando a calpestare la dignità professionale e umana delle persone coinvolte, facendo strage della verità e costruendo una narrazione talmente irreale da poter essere creduta solo dai giornalisti di Repubblica, che ancora oggi la rilanciano senza alcun vaglio critico. Troppo ghiotta la notizia: Marsilio, Faccetta Nera, Giuli, evvai! Ma qualcuno può davvero e seriamente credere che nel gennaio 2023, nel terzo millennio, in una scuola della Repubblica, una docente faccia mettere in fila i bambini e gli insegni a cantare ‘Faccetta Nera’? Per educarli ‘fascisticamente’? Quanto bisogna essere bugiardi e mistificatori per diffondere certe notizie, e quanto bisogna essere allocchi e creduloni per cascarci? ‘Repubblica’ e i suoi giornalisti sempre all’erta vorrei capire se recitano la parte degli uni – i bugiardi - o degli altri – i creduloni – o entrambe…
Mi auguro che la prof.ssa D’Ambrosio voglia valutare fino in fondo l’opportunità di querelare quanti la stanno calunniando, e che il fanfarone che dal suo comodo seggio della Camera la sta ingiuriando non si voglia vigliaccamente proteggere con l’immunità parlamentare di cui gode.

Resta il fatto che con la nomina del CdA prende finalmente corpo l’importante riforma voluta dal Ministro Gennaro Sangiuliano e portata avanti dal Ministro Alessandro Giuli, che ha valorizzato e promosso i Musei Archeologici Nazionali di Chieti, conferendogli autonomia e prestigio. Sono certo che il Ministero, la Direzione del Museo e l’intero CdA, con i suoi autorevoli e competenti componenti, sapranno rilanciare i Musei e l’intera città di Chieti che ha l’onore di ospitarli.

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