«Lanciano non si tocca». È questo il messaggio con cui i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia intervengono nel dibattito politico cittadino che ruota attorno a Lancianofiera, alla designazione di Nicola Paglione e al futuro della presidenza dell'Ente.
Una presa di posizione netta, quella del gruppo consiliare di FdI al completo, che respinge innanzitutto le critiche sollevate dal capogruppo del Partito Democratico nei confronti del sindaco Filippo Paolini, in particolare sulle procedure seguite e sull'assenza di una graduatoria per la scelta del nuovo presidente. Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, Paglione è un professionista «di stimate e indiscutibili qualità», con un curriculum che, a loro giudizio, unisce «una solida competenza giuridica a una notevole esperienza amministrativa» e rappresenta una garanzia per l'efficacia e il rilancio dell'Ente Fiera. Da qui la replica al Pd e, in particolare, al capogruppo Marongiu, richiamando una precedente esperienza amministrativa. I consiglieri di FdI ricordano infatti che lo stesso Marongiu ha fatto parte dell'Amministrazione guidata dall'ex sindaco Mario Pupillo, che nominò alla presidenza dell'Ente Fiera l'avvocato Franco Ferrante — anch'egli definito nella nota «professionista stimato» — «senza alcuna procedura selettiva o comparativa di titoli». «Prima di salire in cattedra – affermano i consiglieri di FdI – converrebbe ripassare la propria storia amministrativa», contestando così quelle che definiscono lezioni di trasparenza, metodo e moralità politica.
Ma il passaggio centrale della nota riguarda il futuro della governance di Lancianofiera e le notizie di stampa relative a una possibile iniziativa della Regione Abruzzo sulla presidenza del prossimo Consiglio di amministrazione. Una prospettiva sulla quale il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia assume una posizione precisa: «la presidenza dell'Ente Fiera deve rimanere in capo alla città di Lanciano». «Da sessantacinque anni, da oltre mezzo secolo – sottolineano i consiglieri – la presidenza dell'Ente Fiera rappresenta un presidio storico, morale e identitario saldamente in capo alla città di Lanciano».
Per FdI, dunque, «non è una questione di poltrone, ma di rispetto per la nostra terra». Nel documento viene richiamata anche la tradizione di Lanciano come Città delle Fiere e dei Mercati e capitale della Frentania. È su questa identità storica che i consiglieri costruiscono la loro presa di posizione, sostenendo che un eventuale trasferimento delle scelte al di fuori della città rappresenterebbe «uno strappo lacerante a una tradizione gloriosa»
La nota allarga quindi il ragionamento ad altri presidi territoriali. FdI parla di «ferite profonde e spoliazione di uffici strategici e presidi fondamentali per il territorio da parte del Pd» e cita, come esempio, la Sangritana, sostenendo che il suo inglobamento in TUA abbia comportato lo spostamento della governance e degli uffici da Lanciano a Pescara. «L'Ente Fiera è l'ultimo baluardo, il vessillo di dignità e autorevolezza di una città che non intende farsi calpestare né ridimensionare a periferia silenziosa», affermano i consiglieri. Nel mirino finiscono quindi le voci relative a un possibile intervento regionale. Una questione che si inserisce in un quadro istituzionale nel quale la Regione Abruzzo ha recentemente nominato Ombretta Mercurio quale propria rappresentante nel Consiglio di amministrazione del Consorzio Lanciano Fiera – Polo fieristico d'Abruzzo per il triennio 2026-2028.
Proprio alla luce di questo scenario, i consiglieri di FdI si rivolgono direttamente al presidente della Regione Marco Marsilio, esprimendo «assoluta fiducia» e dicendosi certi che saprà smentire le voci che definiscono allarmanti e dimostrare «vicinanza e rispetto per i cittadini di Lanciano».
L'auspicio espresso nella nota è che la Regione «sappia salvaguardare la nostra storia, le nostre tradizioni e blindare il futuro dell'Ente Fiera», ribadendo, secondo la posizione del gruppo consiliare, che la presidenza debba restare «tassativamente e indissolubilmente» in capo alla città. La conclusione è un appello all'orgoglio e all'unità della comunità cittadina: «Questa Città ha bisogno di orgoglio, di unità di azioni e non di inutili polemiche». A firmare la presa di posizione sono il capogruppo di FdI D'Intino, il presidente del Consiglio comunale Sciarretta e i consiglieri Di Loreto, La Scala e Luciani.
