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Lanciano, celebrato il 24 maggio in piazza Plebiscito. Il Sindaco Paolini: «La libertà è una conquista, non un dono gratuito»

24/05/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Lanciano, celebrato il 24 maggio in piazza Plebiscito. Il Sindaco Paolini: «La libertà è una conquista, non un dono gratuito»

Si è svolta questa mattina alle ore 10, nella cornice di piazza Plebiscito, la cerimonia ufficiale per celebrare la ricorrenza del 24 maggio, anniversario dell'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale, avvenuto nel 1915 contro l’Impero austro-ungarico.

​Alla manifestazione hanno preso parte il Sindaco di Lanciano Filippo Paolini, il vicesindaco Danilo Ranieri, le autorità civili e militari, oltre alle associazioni combattentistiche e d’arma. Il momento solenne ha visto, dopo gli onori tributati al Gonfalone del Comune, la deposizione di una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti.

​Il discorso del Sindaco: unità, democrazia e pace

​Nel corso della cerimonia, il primo cittadino Filippo Paolini ha tenuto un discorso incentrato sui valori dell'unità, della solidarietà, della pace e della democrazia. Nel rievocare il significato storico della data, Paolini ha sottolineato come il 24 maggio non abbia segnato solo l'inizio di un conflitto, ma abbia rappresentato la volontà dell'Italia di completare il percorso di unificazione nazionale iniziato con il Risorgimento, riscattando le terre irredente e affermando gli ideali di libertà e indipendenza.

​«Migliaia di giovani italiani risposero alla chiamata della patria, lasciando le loro case, le loro famiglie, i loro sogni, per difendere quei valori in cui credevano», ha ricordato il Sindaco, citando il sacrificio di un'intera generazione sui campi di battaglia del Carso, sulle vette delle Alpi e nelle trincee del Piave.

​Monito per il presente e per i giovani

​Il Sindaco ha poi esortato a non considerare la ricorrenza come un evento fine a se stesso, bensì come un insegnamento attuale di fronte alle grandi sfide globali. Ha richiamato l'esempio degli uomini che, pur provenendo da ogni angolo d'Italia e parlando dialetti diversi, combatterono uniti da un ideale comune che andava oltre le divisioni politiche, sociali o regionali.

​In conclusione, Paolini ha lanciato un forte appello alla difesa della democrazia e alla richiesta di pace nei numerosi scenari di guerra attuali, rivolgendosi in modo particolare alle nuove generazioni:

​«Il nostro dovere è tramandare non solo il ricordo dei fatti ma il senso profondo di ciò che significa essere cittadini di una nazione libera e democratica. Dobbiamo insegnare ai giovani che la libertà non è mai un dono gratuito, ma una conquista che richiede impegno, responsabilità e, quando necessario, anche sacrificio.»

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