Lunedì 21 Settembre 2020

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Guastameroli di Frisa, inaugurata Tenuta Micoli, si avvera il sogno di un ragazzino emigrato in Canada che dopo 54 anni torna in Abruzzo per lasciare un segno

07/09/2020 - Redazione AbruzzoinVideo

Franco Micoli “Il Canada mi ha accolto e mi ha consentito di affermarmi, ma in Abruzzo ho lasciato il mio cuore”.

Inaugurata nel cuore di Guastameroli di Frisa Tenuta Micoli, una elegante ed imponente realtà ricettiva e turistica frutto del sogno di un imprenditore canadese, originario di questo territorio, che ha lasciato 54 anni fa quando era un adolescente e che non ha voluto dimenticare, anzi, ha deciso di dare vita ad un progetto ambizioso proprio qui,per la sua famiglia e la sua gente. Un sogno che ha sempre rincorso in tutti questi anni lontano dalla sua terra e che oggi vede avverarsi. Tenuta Micoli vuole essere il punto di riferimento per il turismo e la ristorazione abruzzese nonché una meravigliosa location per eventi. La struttura è immersa in un paesaggio collinare ricoperto di vigneti, dove si respira aria buona e si vive la tranquillità della campagna, ma bastano pochi minuti per raggiungere il mare e la montagna e anche i centri più densamente abitati come Lanciano, Ortona, Pescara e Vasto. Un luogo strategico ed unico per una vacanza all’insegna della raffinatezza, del relax, della buona cucina e del buon vino. All’inaugurazione della struttura, che si è tenuta sabato scorso, hanno partecipato la consigliera regionale Sabrina Bocchino, il presidente della provincia di Chieti Mario Pupillo, il sindaco di Frisa Nicola Labbrozzi, l’amministratore unico di Tenuta Micoli Pietro Zinni . Il patron Franco Micoli, rimasto bloccato in America, non è potuto tornare per via dell’emergenza Covid, ma era in collegamento da Toronto, insieme alla moglie. L’imprenditore che in Canada è molto stimato ed apprezzato nel campo dell’idraulica e dove ha costruito la sua fortuna, non ha negato la sua commozione ma anche il suo orgoglio, ha salutato tutti i presenti ed ad iniziare dalla sorella e i nipoti, ed ha sottolineato “In questo posto ho trascorso gli anni più belli della mia vita, il ricordo della mia infanzia, della mia famiglia è ancora vivo in me. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di ‘tornare a casa’ e dare al mio paese qualcosa che contribuirà allo sviluppo del territorio». Avrei voluto essere lì con voi ma non è stato possibile ma quando tornerò faremo una grande festa con tutti i paesani. ll Canada mi ha accolto e mi ha consentito di lavorare , di affermarmi nel mio settore e diventare ciò che sono, ma qui ho lasciato il mio cuore”. Una storia che si snoda tra l’Abruzzo e Toronto quella di Franco Micoli, che lasciò Guastameroli alla metà degli anni Sessanta per emigrare in America e cambiare il suo percorso di vita. Tanto impegno, tanti sacrifici e tanti gli obiettivi raggiunti ma non ha mai smesso di guardarsi indietro, di custodire le sue origini, di pensare alle sue radici abruzzesi. I genitori erano mezzadri ed allora la sua vita di 14 enne non era facile, non c’era il benessere che esiste ora e non nega di essere uno di quei tanti emigrati partiti dall’Italia con la valigia di cartone ma sempre con un obiettivo ed un sogno da realizzare, una voglia di riscatto che gli ha dato la forza di lottare e crescere anche lontano dagli affetti più veri. Pietro Zinni, amministratore unico di tenuta Micoli, nonché nipote di Franco, ha sottolineato nel corso dell’inaugurazione che la mission di questa realtà è quella di attrarre ospiti anche dall’estero e far conoscere il paese, che gode di una posizione strategica, e le sue eccellenze. “Auspichiamo che in questa struttura soggiornino tante persone pronte a innamorarsi dell’Abruzzo e ad investire in questa regione”. Pietro Zinni ha anche annunciato che fiore all’occhiello del progetto è la coltivazione di un vigneto di proprietà e la produzione di “Orso nero”, un vino rosso ottenuto con un blend di uve autoctone. Un prodotto espressione di eleganza, potenza e nobiltà che sono le caratteristiche naturali della terra da cui prende vita. Orso nero chiamato così in primis dal soprannome che l’imprenditore Franco Micoli ha in Canada ma anche da un animale che è il simbolo sia dell’Abruzzo, Orso marsicano, che dello Stato dell’America settentrionale, Orso grizzly. Estrema vicinanza al progetto di Franco Micoli è stata espressa dalle istituzioni presenti. In primis la consigliera Sabrina Bocchino, membro del CRAM Abruzzo (Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo), che lo ha definito un’iniziativa lodevole. «Come Regione siamo pronti a sostenere idee come queste che fungono da vera attrattiva per quanti vogliono investire nel nostro territorio – ha commentato la consigliera - Ecco perché il nostro obiettivo, come amministrazione regionale, è quello di rendere più snelli i procedimenti burocratici che attualmente sono molto complessi». Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Frisa Nicola Labbrozzi che si è congratulato con l’imprenditore ed ha ricordato che in questo luogo sorgeva la scuola dell’infanzia, un edificio ormai abbandonato dove oggi nasce una bellissima realtà ricettiva ed ha aggiunto: «Franco Micoli ha realizzato un’idea brillante, adesso tocca a noi. Tocca a noi come cittadini e come amministrazione. Dobbiamo lavorare affinché questa struttura diventi importante per l’intero territorio». Tenuta Micoli ha l’obiettivo di accogliere gli ospiti in maniera positiva e offrendo tanti servizi in struttura come ha sottolineato la coordinatrice Alberta Tarquini. Ristorazione, pernottamento, eventi, ma non solo, a Tenuta Micoli ci sarà anche la possibilità di effettuare affascinanti escursioni alla scoperta dell’Abruzzo. Insomma un progetto di promozione completo delle eccellenze regionali. Una realtà dove nulla è stato lasciato al caso, tutto è stato curato nei dettaglio ed impera il logo illuminato della Tenuta, realizzato da uno dei più conosciuti e premiati logo designer e graphic Designer, Luca Di Francescantonio. Dulcis in fundo la cucina del relais, affidata allo chef casertano Nicola Lanzi le cui proposte culinarie hanno come comune denominatore l’amore per il cibo e il sentimento che questo cerca di trasmettere in ogni assaggio. La sua cucina è un perfetto connubio tra tradizione e modernità perché il cibo non deve soltanto saziare, deve emozionare, evocare ricordi e sensazioni.

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