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Giorno della Memoria a Chieti, una città in cammino tra scuola, libri e pietre d’inciampo

27/01/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Giorno della Memoria a Chieti, una città in cammino tra scuola, libri e pietre d’inciampo

Dalla presentazione del libro di Gianni Orecchioni al Percorso della Memoria nel centro storico. Il sindaco Ferrara: “Ricordare non basta, il ricordo deve diventare impegno”

Una giornata intensa, partecipata e profondamente simbolica quella vissuta oggi a Chieti in occasione del Giorno della Memoria, scandita da momenti di studio, commemorazione e riflessione civile, con un forte coinvolgimento delle scuole e delle associazioni del territorio.

Le celebrazioni si sono aperte all’Istituto “Pomilio-Galliani De Sterlich” con la presentazione del libro di Gianni Orecchioni, “Una rupe nella tempesta”, volume che racconta la storia del professor Aldo Oberdorfer, docente della scuola, perseguitato politico, arrestato e internato nel campo di concentramento di Lanciano, dove morì nel 1941. Nello stesso istituto si è svolta anche la cerimonia dedicata alla pietra d’inciampo a lui intitolata, oggi unica presente nella città di Chieti.

Il sindaco Diego Ferrara ha portato il saluto della città agli studenti, sottolineando il valore educativo della memoria, soprattutto quando si intreccia con le storie locali e con i luoghi della vita quotidiana. Nel corso della mattinata il primo cittadino ha anche incrociato il Percorso della Memoria, il cammino simbolico promosso dalle associazioni Anpi, Arci, Unesco, Giardino delle Pubbliche Letture, Chieti Bene Comune e Chieti Nuova 3 Febbraio, che ha attraversato il cuore della città toccando i luoghi che hanno vissuto gli anni più bui della persecuzione e della guerra.

“È sempre un’emozione profonda essere parte della Giornata della Memoria. Non è mai una semplice ricorrenza, ma un dovere civile e morale che ogni anno ci chiama a riflettere su ciò che siamo stati e su ciò che vogliamo essere – ha dichiarato il sindaco Ferrara – e farlo in mezzo ai giovani rende tutto ancora più forte e significativo”. Secondo il primo cittadino, la memoria deve parlare soprattutto alle nuove generazioni, affinché comprendano “che ciò che è accaduto è stato un orrore assoluto” e che il mondo “deve salvarsi dalle guerre, dalle persecuzioni e dai conflitti che negano libertà, diritti umani e diritti civili”. Un richiamo che guarda anche all’attualità: “Sono ancora troppi i luoghi della terra in cui la lezione della storia viene ignorata”.

Ferrara ha poi evidenziato il valore del libro di Orecchioni, capace di riportare al centro della comunità storie e volti cancellati dalle leggi razziali, dalla persecuzione e dallo sterminio. “La pietra d’inciampo dedicata al professor Oberdorfer – ha aggiunto – è un segno concreto e quotidiano di una memoria che cammina con noi”. Nel pomeriggio la giornata si è conclusa con il convegno “Dietro il sipario – Un viaggio nella memoria”, a cura dell’Archivio di Stato di Chieti, ulteriore occasione di studio e approfondimento storico. “Ricordare non basta, se non trasformiamo il ricordo in impegno – ha concluso il sindaco –. Fare della pace il traguardo più alto è l’unico modo per dare davvero senso alla Memoria. Non dimentichiamo. Oggi, domani, sempre”.

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