Mercoledì 06 Luglio 2022

Economia

Rocca San Giovanni, Cantina Frentana: fatturato e produzioni in crescita, l'azienda brinda al bilancio 2021

22/12/2021 - Redazione AbruzzoinVideo
Rocca San Giovanni, Cantina Frentana: fatturato e produzioni in crescita, l'azienda brinda al bilancio 2021

L’azienda cooperativa di Rocca San Giovanni chiude in positivo l’anno del restart e festeggia la fusione per incorporazione con Cantina Sangro

Si chiude un anno importante per Cantina Frentana che, confermando la propria vocazione di azienda fortemente legata al territorio, abbraccia formalmente Cantina Sangro e, dopo quattro anni di collaborazione, sigla nel 2021 la fusione per incorporazione di due grandi realtà vitivinicole della provincia di Chieti. È solo il primo dei tratti distintivi di un anno da ricordare nella storia sessantennale dell’azienda cooperativa di Rocca San Giovanni che traccia un bilancio a tutto tondo degli ultimi dodici mesi di attività.

Cooperazione, la famiglia di Cantina Frentana cresce Unite per essere più forti sui mercati e per continuare a coltivare i valori della cooperazione su più larga scala, Cantina Frentana e Cantina Sangro rappresentano oggi una nuova, unica e rilevante realtà vitivinicola dell’area frentana composta da oltre 500 soci, che può contare su oltre mille ettari di vigneti e lavora in due attrezzati stabilimenti produttivi, abbracciando i comprensori della Frentania e del Sangro.

Il neonato gruppo (una sola cantina e due marchi) continuerà a consolidare le sfide avviate dal 2017 con l’ingresso nella prestigiosa The Wine-Net, Italian Co-Op Excellence che promuove l’eccellenza della cooperazione vitivinicola italiana. La rete, che quest’anno si è dotata un “e-shop cooperativo” ovvero un market place e-commerce per la vendita online di tutti i vini delle cooperative The Wine Net, è composta da sei autorevoli cooperative italiane che rappresentano 6 regioni della Penisola (Veneto, Piemonte, Toscana, Campania, Abruzzo e Sicilia), promuovono l’eccellenza della Cooperazione vitivinicola italiana ed esprimono un valore complessivo della produzione superiore a 200milioni di euro, con oltre 27 milioni di bottiglie e più di quattromila ettari di vigneti.

Sostenibilità e promozione del territorio Il 2021 è anche l’anno delle scelte sostenibili che vedono Cantina Frentana impegnata a rinsaldare la propria attenzione ai temi delle sostenibilità applicati sia ai metodi di coltivazione (i soci non utilizzano glifosato e diserbanti, ricorrono alla lavorazione e allo sfalcio per il contrasto alle erbe spontanee e non al diserbo chimico), sia nell’applicazione di protocolli green nei processi produttivi.

Frentana è infatti la prima cantina cooperativa in Abruzzo a dotarsi dei certificati verdi per l'approvvigionamento di energia pulita: gli stabilimenti produttivi di Rocca San Giovanni e Fossacesia utilizzano al 100% energia prodotta da fonti rinnovabili. Convinta che la conoscenza, la cura e la valorizzazione del territorio da cui nascono i suoi vini pregiati sia uno strumento indispensabile per raccontare il lavoro di viticoltori ed agricoltori, Cantina Frentana, grazie alla sinergia con operatori, amministrazioni pubbliche e stakeholder che si occupano di accoglienza, ristorazione, servizi turistici, ha ideato itinerari turistici sulle due ruote con il progetto Frentana Bike, un programma di largo respiro che invita alla scoperta di un’area di particolare bellezza artistica e paesaggistica, a pochi passi dal mare e dalla Via Verde della Costa dei Trabocchi, e ha installato lungo i percorsi consigliati colonnine di ricarica per le biciclette a pedalata assistita.

Anniversari Sono trascorsi 60 anni dall'inaugurazione della Cantina (fondata nel 1958, ma pienamente operativa nel 1961) e Frentana continua a coltivare un legame forte con il territorio anche attraverso la nuova linea di vini 2022 Monete con le riproduzioni, in etichetta, di 5 antiche monete di epoca italica ritrovate nei siti archeologici della zona. “Nel 2021 ricorrono i sessant’anni dall’inaugurazione dell’impianto di trasformazione, avvenuta il 2 giugno 1961, dopo che in tempi record era stata completata l’edificazione della imponente e innovativa Torre. Per una buona parte di questa bella storia, per la precisione da più di 25 anni, grazie alla fiducia dei soci, sono alla guida della Cantina Frentana – dice il presidente Carlo Romanelli - e in questa circostanza voglio evidenziare i lusinghieri risultati che abbiamo ottenuto, lavorando tutti insieme. Il mio ringraziamento va agli amici del consiglio di amministrazione che si sono avvicendati, in particolare al vicepresidente Giuseppe Alfino, con il quale dall’inizio ho condiviso le responsabilità. Oggi la Cantina Frentana è una realtà solida e moderna, apprezzata nei mercati nazionali e internazionali: i suoi vini si distinguono per la qualità e per il giusto prezzo; le sue bottiglie sono sulle tavole dei migliori ristoranti e nelle vetrine delle enoteche, ricevono lusinghieri giudizi dalle pubblicazioni enogastronomiche, ottengono attestati e riconoscimenti nelle fiere e nei concorsi del settore. Tutto questo lo si è ottenuto con un lavoro lungo e intenso per superare le criticità e rispondere alle evoluzioni del mondo che ci circonda. Abbiamo, così, realizzato un articolato piano di opere con lo scopo di adeguare i processi di lavorazione e di fare della sua struttura principale un valore aggiunto”.

Crescono i numeri di Cantina Frentana Sul fronte dei conti, dal fatturato alla penetrazione sui mercati, il bilancio aziendale 2020/2021 della grande famiglia cooperativa ha fatto registrare un incremento positivo. È il direttore di Frentana Felice Di Biase a sintetizzare i dati e a raccontare l’espansione sui mercati internazionali della Cantina e la sua filosofia di “condivisione con il territorio” e dei “piccoli passi”. Alcuni numeri: il valore della produzione totale supera i 12,5 milioni di euro, mentre il fatturato in bottiglia, nonostante il lockdown generale che ha investito buona parte del bilancio (da ottobre a maggio) è comunque notevolmente aumentato, passando da € 3.161.736 ad € 3.541.179, facendo registrare un + 12 % rispetto al bilancio precedente. La liquidazione totale della vendemmia 2020/21 ammonta ad € 7.745.332 la cifra in assoluta più alta, elargita dalla Cantina Frentana negli ultimi 20 anni. Sono stati imbottigliati circa 14.183 ettolitri di vino a marchio: pari a 913.00 bottiglie e 130.00 bag in box. In crescita il numero di ettari iscritti alla cantina che aumenta dai circa ha. 952 del 2019 ad ha. 1039 del 2020.

Un’ottima annata A raccontare un’annata enologica complessa e a presentare in anteprima la nuova linea di vini che Frentana porterà al Vinitaly 2022, sono il direttore tecnico ed enologo dal 1995 Gianni Pasquale e l’agronomo Maurizio Piucci. Anche questa vendemmia, come la scorsa, è da annoverare tra le annate a cinque stelle, oltre che la più abbondante della storia sessantennale di Frentana. La qualità delle uve è stata da ottima a eccellente. La produzione per ettaro è stata piuttosto contenuta per via della siccità, ma, ciò nonostante, con quasi 223.000 del 2021 quintali la Cantina ha toccato il suo massimo storico dalla sua fondazione per quantità di uve lavorate, grazie alla fusione con la Cantina Sangro e all’aumento dei conferimenti nei due stabilimenti di lavorazione. L’assenza di piogge estive e le basse temperature alla fine della stagione hanno evitato completamente l’insidia di funghi patogeni e muffe, per cui la sanità del frutto è risultata davvero eccezionale, tanto da richiedere pochissimi trattamenti antiparassitari nel corso di tutta la stagione e quasi nessuna selezione al momento della vendemmia.

Nuovi progetti: i vitigni resistenti alle malattie “L’agricoltura è chiamata a migliorare ulteriormente i suoi standard di sicurezza e di compatibilità con l’ambiente. Ridurre l’impiego dei fitofarmaci è senza dubbio una parte importante di questo impegno. E non riguarda solo le molecole di sintesi, ma anche alcuni prodotti usati nel biologico, come il rame, che, in quanto metallo pesante, un impatto sull’ambiente ce l’ha, visto che non viene degradato. Per rispondere a questa esigenza – spiega l’agronomo e consulente di Frentana Maurizio Gily – una via è senza dubbio la genetica: disporre di piante più resistenti alle malattie. Le tecniche più avanzate di ingegneria genetica al momento non sono ammesse, rimane quindi l’incrocio tradizionale: impollinazione, semina, selezione. Ed è per questa via, incrociando varietà di vite europea con altre specie di vite, americane e asiatiche, che si sono ottenute diverse nuove varietà, simili a quelle europee di partenza ma portatrici di geni di resistenza ai funghi, donati dalle specie extraeuropee. L’Italia ha iscritto una trentina di queste nuove varietà da vino al suo registro nazionale. La regione Abruzzo ne ha autorizzate al momento, quattro: due per vini rossi, Cabernet Volos e Merlot Kanthus, e due per vini bianchi, Soreli e Sauvignon Kretos. Su quest’ultimo vitigno la Cantina Frentana ha avviato una sperimentazione in collaborazione con alcuni soci. Con l’ultima vendemmia si è fatta la prima raccolta di uve di Sauvignn Kretos, vinificate a parte per valutarne il potenziale enologico. Preso atto infatti che la resistenza è attiva e la pianta non si ammala, anche in assenza di trattamenti anticrittogamici, resta da valutare la qualità del vino che ne deriva, nel particolare contesto ambientale della zona frentana. I primi risultati sono incoraggianti” Riconoscimenti Tra i tanti riconoscimenti che hanno segnato il 2021 citiamo quello attribuito al rosato igt Vallevò Costa dei Trabocchi che la prestigiosa rivista americana Wine Enthusiast ha annoverato tra i 100 migliori vini al mondo per rapporto qualità/prezzo. Ovvero, vini di eccellenza con un limite massimo di prezzo di 15 dollari a bottiglia sul mercato americano. Nella top 100 di Wine Enthusiast i rosati sono solo nove e l’Italia vince in Europa: un francese, uno spagnolo, quattro americani (America first) e due italiani, il Vallevò Costa dei Trabocchi e il Chiaretto di Bardolino Gorgo. “Ricavato da un uvaggio di Merlot e Montepulciano il nostro Vallevò Costa dei Trabocchi – spiega l’enologo Gianni Pasquale - è un rosé frutto di un preciso progetto viticolo-enologico, che guarda alle attuali tendenze del mercato. Quelle che, per i rosati, vedono nel mondo la supremazia del modello provenzale: vini freschi e fragranti, dal colore molto chiaro e dai profumi agrumati. Un vino diverso quindi dal tradizionale Cerasuolo, che rimane una nostra bandiera ma è, a quanto pare, più apprezzato sul mercato locale che su quello mondiale. Insomma la duttilità e la ricchezza del nostro Montepulciano si rivelano anche in questa nuova e bellissima sfumatura di rosa”.

 

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