Mercoledì 18 Febbraio 2026

Ecologia e Ambiente

Nibbio reale, l’Abruzzo si conferma roccaforte della specie: censiti oltre 250 individui svernanti

12/01/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Nibbio reale, l’Abruzzo si conferma roccaforte della specie: censiti oltre 250 individui svernanti

Foto di Innocenzo de Bernardinis

La Stazione Ornitologica Abruzzese conclude il monitoraggio: cresce la presenza anche nel Teramano. Preoccupano eolico, bracconaggio e avvelenamenti

L’Abruzzo si conferma una delle regioni chiave per la conservazione del Nibbio reale (Milvus milvus) in Italia. È questo il dato più significativo emerso dal censimento invernale appena concluso dalla Stazione Ornitologica Abruzzese (SOA), che ha contato 257 individui svernanti, un numero leggermente superiore a quello registrato negli anni precedenti. Un risultato importante, ottenuto nonostante le difficili condizioni meteorologiche dell’ultimo fine settimana, grazie all’impegno di 16 rilevatori volontari che hanno operato contemporaneamente in 10 dormitori distribuiti sul territorio regionale.

L’Abruzzo rappresenta oggi circa il 20% dell’intera popolazione svernante nazionale, confermandosi una vera e propria roccaforte per questa specie rara e protetta. Il Nibbio reale è un rapace facilmente riconoscibile per la coda profondamente forcuta, il piumaggio rossastro e il suo elegante volo veleggiato, tanto da essere chiamato in inglese Red Kite, “aquilone rosso”. Nonostante il suo fascino, si tratta di una specie vulnerabile, tutelata da direttive e convenzioni internazionali, ma ancora fortemente minacciata. Tra i dati più rilevanti del censimento spicca la conferma dell’aumento di presenze in provincia di Teramo, dove sono stati contati 67 esemplari in un dormitorio, in aree in cui il Nibbio reale non veniva segnalato da decenni. Un’espansione verso nord che, secondo gli esperti, sarebbe legata agli effetti del cambiamento climatico, fenomeno già osservato anche in regioni come Piemonte e Lombardia.

Positivi anche i risultati registrati nei pressi del sito di alimentazione supplementare di Civitaluparella, che si conferma un punto strategico per la specie. La popolazione abruzzese fa parte di una metapopolazione condivisa con Molise e Puglia, aree fondamentali per la sopravvivenza del Nibbio reale in Italia, dove si stimano complessivamente 314-426 coppie nidificanti, concentrate soprattutto tra Basilicata e Puglia. In Abruzzo la specie nidifica principalmente nella parte meridionale della provincia di Chieti, un’area che però presenta anche forti criticità ambientali. Qui insistono estesi campi eolici e sono previste oltre 70 nuove torri alte più di 200 metri, i cui rotori rappresentano, come dimostrato a livello internazionale, una grave minaccia per i rapaci. A questo si aggiungono uccisioni illegali, avvelenamenti e l’ingestione accidentale di pallini di piombo presenti nelle carcasse di animali abbattuti. Il monitoraggio del Nibbio reale in Abruzzo va avanti da oltre 15 anni, inserendosi nel quadro dei censimenti promossi dal Centro Italiano Studi Ornitologici e nel progetto europeo Life Eurokyte, che coordina i conteggi a scala continentale.

«L’Abruzzo è una regione fondamentale per la conservazione di una specie classificata come Vulnerabile nella Lista Rossa della fauna italiana e inclusa nell’Allegato I della Direttiva Uccelli», sottolineano dalla SOA, che auspica un maggiore coinvolgimento delle istituzioni.

L’appello finale è chiaro: dopo le ripetute segnalazioni, si chiede alla Regione Abruzzo di sostenere concretamente le attività di ricerca – oggi portate avanti quasi esclusivamente grazie al volontariato – e di adottare azioni di tutela efficaci, affinché il volo del Nibbio reale continui a solcare i cieli abruzzesi anche in futuro.

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