FRISA – Per anni è stato considerato un torrente “morto”, simbolo di degrado ambientale e incuria. Oggi, invece, il Feltrino torna a parlare. E lo fa con dati scientifici, numeri e, soprattutto, con la presenza di vita. È questo il risultato più significativo del progetto “Voci dal Fiume – Prime Indagini Faunistiche del Torrente Feltrino”, realizzato tra il 2025 e il 2026 dal CDCA Abruzzo nell’ambito della prima gestione del Contratto di Fiume del Feltrino, grazie al sostegno dei fondi dell’8x1000 della Chiesa Valdese.
Un lavoro che segna un punto di svolta: per la prima volta è stato condotto un monitoraggio strutturato e scientificamente valido sulla fauna del torrente, con l’obiettivo di costruire una banca dati finora inesistente. Lo studio ha riguardato in particolare l’ornitofauna, l’erpetofauna e la mammalofauna, restituendo una fotografia concreta della biodiversità presente lungo il corso d’acqua. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando la storia recente del Feltrino. Inquinamento, abbandono di rifiuti, degrado delle fasce riparie e pressioni antropiche hanno per anni compromesso l’equilibrio dell’ecosistema, rendendolo un caso emblematico delle criticità che interessano molti corsi d’acqua italiani. A questi fattori si aggiungono il dissesto idrogeologico e, negli ultimi quindici anni, gli effetti del cambiamento climatico, con una progressiva tendenza all’inaridimento. Eppure qualcosa è cambiato.
Già negli anni scorsi erano emersi segnali di miglioramento della qualità delle acque, ma oggi il monitoraggio scientifico conferma un dato fondamentale: il Feltrino è vivo. Il progetto ha infatti avviato un percorso di conoscenza che consente di individuare le specie che abitano, si riproducono o transitano lungo il torrente, contribuendo a definirne il ruolo all’interno della rete ecologica del territorio. Informazioni preziose, che potranno ora essere utilizzate per pianificare interventi mirati, orientare le politiche ambientali e valorizzare l’area anche in chiave sostenibile. A coordinare l’iniziativa il CDCA Abruzzo, con la guida scientifica del dottor Sante Cericola, esperto in ecologia fluviale e gestione degli ecosistemi terrestri, da anni impegnato nello studio e nella tutela del Feltrino. I risultati del progetto saranno presentati pubblicamente domenica 29 marzo 2026 alle ore 16 nella sala polivalente del Comune di Frisa. Un momento di restituzione aperto alla comunità, che segna non solo la conclusione di una prima fase di studio, ma anche l’inizio di una nuova consapevolezza: quella di un territorio che può tornare a vivere, se conosciuto, rispettato e protetto.
